di Raffaele Guarino

Facendo il punto: Mario Draghi tace, giustamente, non fa nomi, non parla di programmi. Se, però, ascoltiamo le varie compagini uscite dalle consultazioni ciò che succederà sembra abbastanza chiaro.

Esaminando le dichiarazioni, vediamo che Italia Viva esce dalle consultazioni con l’ex ministra Teresa Bellanova che si dice pienamente soddisfatta del colloquio con Draghi. E qui penso: quindi, visto che hanno fatto cadere il governo precedente per Mes, ponte sullo Stretto, giustizia e nomi, avranno avuto rassicurazioni riguardo a questi temi? La Bellanova, però, tali argomenti non li nomina nemmeno e ripete: “Da Italia Viva niente veti su temi o nomi”. Va bene tutto, quindi!

Per il Pd, anche Nicola Zingaretti all’uscita dalle consultazioni si dice soddisfatto e tira tre bordate niente male alla Lega. Parla, infatti, dei temi discussi con Draghi, tra cui “sovranità europea”, “riforma del fisco su base progressiva” e, soprattutto, “nessun condono”. La rassicurazione di Draghi a Zingaretti su alcuni temi avrebbe dovuto far scoppiare le orecchie a Matteo Salvini, ma… (spoiler!). Per il resto anche il Pd conferma, nessun veto su nomi o su temi. Va bene tutto, quindi!

Passano alle dichiarazioni anche Forza Italia, Maie, Leu, +Europa, Azione, e tutti dichiarano: nessun veto né su nomi né su temi. Va bene tutto, quindi!

Arriviamo finalmente alla Lega, Salvini arriva sul pulpito e sa già ciò che dovrà dire. Fa finta di perdere un foglio e tenta di scappare, lo intercetta Giorgetti che per un orecchio lo riporta in sala stampa. Ora ci si aspetta che Salvini smentisca categoricamente i temi sostenuti da Zingaretti e ci dica che Draghi vuole la flat tax, che vuole un’immigrazione zero, eccetera… E, invece, no! Il Ruspa si limita a parlare di “modello di pace fiscale”.

Matteo Salvini poi, e qui arriva il bello, riferisce di aver parlato con Draghi di un progetto di controllo dell’immigrazione su “modello europeo” (???). Quindi, secondo Salvini, la gestione dell’immigrazione va benissimo così com’è. Strano… fino a ieri sembrava in atto un’invasione africana orchestrata dalle Ong e da Soros. Ovviamente la giustizia non viene menzionata e anche per la Lega nessun veto, né su nomi né su temi.

Arriviamo ai 5 stelle: già nel pomeriggio, con una nota ufficiale, il Movimento fa sapere che chiede rassicurazioni su reddito di cittadinanza e su politiche sociali, altro che va bene tutto!

Partecipa alla consultazione e quando la delegazione pentastellata tiene la conferenza stampa, Vito Crimi ci comunica che Draghi avrebbe rassicurato il Movimento 5 stelle sul reddito di cittadinanza che oltretutto verrà potenziato, che il Mes non si prenderà, che il progetto Green messo in piedi dai due governi Conte andrà avanti, ma soprattutto che, udite udite, il progetto del Recovery partirà da dove si è fermato il governo Conte!

Bene, non è ancora dato sapere come sarà costituito questo governo, né i temi che tratterà, poiché Draghi non scioglierà le riserve fino a che non avrà un quadro completo. Da queste dichiarazioni, però, si può leggere tanto: tutti i partiti sembrerebbero dare piena fiducia a Draghi e non porre veti su nulla.

Niente Mes, niente ponte, sì al reddito di cittadinanza: tutto va bene ora a Renzi, testa china e via con Draghi. Niente Flat Tax, niente stravolgimenti sull’immigrazione, niente mani sulla giustizia, ma tassazione progressiva e immigrazione su “modello europeo” vanno benissimo adesso a Salvini: testa china e via con Draghi.

Solo il Movimento 5 stelle ha tenuto fermo il punto su temi chiave e pure divisivi, ottenendo rassicurazioni dal Presidente del Consiglio incaricato. Alla luce di tutto questo, cari lettori, è ben chiaro chi china il capo per entrare in questo governo e chi no.

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