C’è una foto dalla sua “cameretta” d’infanzia, il tweet sugli italiani che “chiedono più salute e più lavoro, non litigi o capricci per le poltrone“, il selfie con Guido Bertolaso. La mattinata di Matteo Salvini è cominciata così, tra momenti amarcord sul web e un giro di incontri politici nella sua Lombardia. Neanche una parola, invece, sull’arrivo della Ocean Viking nel porto di Augusta, in Sicilia. L’imbarcazione della ong Sos Méditerranée ha salvato 422 migranti al largo della Libia, tra cui 140 minori, ed è in attesa dell’ok allo sbarco da parte delle autorità sanitarie. Una notizia che in altri tempi sarebbe stata il bersaglio perfetto per la macchina social di Salvini. Ma oggi no. Dopo la presunta svolta “europeista” del partito, schierato per il Sì al governo di larghe intese a guida Draghi, il capo di via Bellerio scansa accuratamente il tema. Consapevole che proprio sui migranti si registrano le principali resistenze di Pd e Liberi e uguali ad accettare di sedersi allo stesso tavolo del Carroccio.

“Torna il bel tempo e, tra ieri notte e oggi, a Lampedusa sono sbarcati in 400. Per la Lega tornare a difendere i confini e la sicurezza degli Italiani è fondamentale. Anche su questo chiederemo che cosa ne pensi il professor Draghi“, scriveva Salvini su Facebook solo quattro giorni fa, prima di ufficializzare urbi et orbi il suo appoggio all’esecutivo del presidente. Il 25 gennaio un altro post contro i migranti: “In diretta da Augusta, grazie alla Ong e al governo Conte arrivano in quasi 400. Per i clandestini Italia zona verde, vergognoso”, ha scritto su Twitter, prendendosela con lo sbarco in Sicilia della Ocean Viking. Proprio la nave che in queste ore è tornata nel porto di Augusta ma viene ignorata sui profili social del segretario. “Ieri a Lampedusa (l’avete visto al tg?), zona verde, assembramenti? No problem! Prossimamente nelle città di tutta Italia, omaggio di Conte-Lamorgese“, è il tweet del 14 novembre con video in allegato. Un refrain, quello degli attacchi all’esecutivo e alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che ritorna di continuo. Fino ai post a cadenza quasi giornaliera durante l’estate scorsa: “Sbarco in diretta a Lampedusa!”, scriveva Salvini a caratteri maiuscoli nel luglio 2020.

Una priorità che ora sembra sparita dai radar, visto che la Lega ha “buttato il cuore oltre l’ostacolo”: “Noi abbiamo raccolto l’appello del Presidente della Repubblica senza mettere veti in casa d’altri“, ha rivendicato il segretario durante un punto stampa in piazza Città di Lombardia a Milano. “Se c’è un’idea di Italia con meno tasse, meno burocrazia e più salute, noi ci siamo senza mettere veti in casa di altri perché mi sembrerebbe poco rispettoso del lavoro del professor Draghi”, ha aggiunto, elencando i punti di un’agenda che alla voce immigrazione ora punta ad applicare la “legislazione europea” come in “Francia e Germania”. Cioè quell’insieme di norme, tra cui il regolamento di Dublino, che in tanti vogliono modificare proprio perché impone agli Stati di primo approdo di farsi carico dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Nel pomeriggio il capo di via Bellerio è atteso a Roma, dove lavorerà alle proposte che il Carroccio ha intenzione di sottoporre al premier incaricato durante il secondo giro di consultazioni. Ed è in questa delicata fase che si vedrà se le richieste del partito saranno compatibili con le altre forze pro-Draghi, a patto che in casa Pd, M5s e Leu vengano superati gli imbarazzi nel far parte dello stesso governo di chi, come Salvini, è accusato di sequestro di persona per i casi Gregoretti e Open Arms.

Una fotografia plastica del cambio di linea comunicativa sui migranti – almeno da parte del leader, visto che pagine come Lega-Salvini Premier continuano a condividere gli stessi contenuti di sempre – arriva da Massimo Garavaglia. Il deputato leghista, interpellato a Radio24 sulle difficoltà nel conciliare le posizioni della Lega con quelle del Pd, M5s e Leu sul tema dell’immigrazione, argomenta così: serve “un po’ più di equilibrio, non devono esserci posizione ideologiche, pro o contro per principio, siamo per una posizione ragionevole”. A suo dire, “il fenomeno deve essere controllato come in tutti gli altri paesi, sicuramente non si proseguirà sull’azione dell’ultimo governo Conte, che era un liberi tutti”. Garavaglia è quindi convinto che nel prossimo governo “ci sarà una posizione più equilibrata grazie alla presenza della Lega, copiamo quello che fanno gli altri Paesi”. Intanto a farsi più equilibrati, almeno a oggi, sono i toni del segretario.

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