È una decisione storica quella dell’Egitto sulla riapertura a tempo indeterminato del valico di Rafah, l’unico passaggio che collega la Striscia di Gaza con l’esterno non controllato dalle guardie di frontiera israeliane. Una situazione, questa, che non si verificava dal 2014 per motivi di sicurezza, e che va collocata nell’ambito dei colloqui intra-palestinesi che proprio in questi giorni sono in corso al Cairo, dove sono arrivati i rappresentanti dei 14 partiti palestinesi, tra cui anche al-Fatah, che governa in Cisgiordania, e Hamas, che ha invece il potere proprio a Gaza.

Fonti della sicurezza egiziana e palestinese hanno confermato alla Reuters che la riapertura avviene “per la prima volta da anni a tempo indeterminato” e non quindi, come di consueto, solo “per tre-quattro giorni”. “Non è un’apertura ordinaria”, hanno sottolineato. Giovedì scorso Iyed al-Bazem, il portavoce del ministero dell’Interno della Striscia di Gaza, aveva rivelato che il governo locale stava cercando, insieme al vicino Egitto, proprio una formula che garantisse l’apertura del valico in modo sostenibile e permanente per alleggerire la pressione sulla popolazione di una delle aree più densamente popolate della terra, permettere l’arrivo costante di rifornimenti alimentari e medici e, infine, permettere a coloro che hanno bisogno di cure di lasciare la Striscia, secondo quanto riportato da Infopal. Proprio stamattina alcuni abitanti di Gaza sono andati al terminal e un primo bus è arrivato dal lato egiziano, hanno aggiunto le fonti.

La decisione può essere considerata il primo passo per la creazione di un clima di maggiore distensione tra le varie fazioni palestinesi in vista delle prime elezioni da 15 anni. Il voto riguarderà tutti i territori: non solo la Cisgiordania, ma anche la Striscia di Gaza, con le consultazioni parlamentari si terranno il prossimo 22 maggio mentre il voto presidenziale è previsto il 31 luglio.

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