In caso di infiltrazioni mafiose nei consigli regionali bisognerebbe “ipotizzare una revisione della legge sugli scioglimenti: ad oggi i consigli regionali sono esclusi, eppure sono tante le inchieste che dimostrano come le mafie si siano infiltrate”. Lo scrive sui social il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra (M5s), e la riflessione nasce da una notizia pubblicata in esclusiva su Il Fatto Quotidiano: la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione camorrista del consigliere regionale campano di Forza Italia Massimo Grimaldi. Secondo le accuse della Dda di Napoli, Grimaldi siede in consiglio da più di 15 anni grazie al sostegno e ai voti del clan dei Casalesi, fazione Belforte nelle elezioni 2005, fazione Zagaria nelle successive del 2010 e 2015. Il politico, eletto in quegli anni e per tre legislature consecutive da esponente del Nuovo Psi, nel settembre 2020 è stato poi rieletto per la quarta volta da candidato in una lista di Forza Italia. Nella circoscrizione di Caserta, come nelle precedenti tornate.

Nel 2019 il pm anticamorra Maurizio Giordano aveva chiesto l’arresto di Grimaldi, ma il Gip Maria Luisa Miranda ha rigettato l’istanza per insussistenza dei gravi indizi di reato. L’esistenza di una richiesta di arresto bocciata dal giudice è stata desecretata con la chiusura delle indagini, la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell’udienza preliminare a marzo per il politico casertano, questore dell’ufficio di presidenza del consiglio campano. “È importante che si faccia luce sull’esistenza o meno di un sostegno elettorale da parte dei clan per Grimaldi – sostiene Morra – in caso affermativo, sarebbe gravissimo. Non parliamo di qualche mese, ma di più di 15 anni di attività in Regione, durante i quali – se le accuse fossero confermate – un uomo delle Istituzioni ha rappresentato non la cittadinanza, ma gli interessi dei clan. E questo dovrebbe fare ipotizzare una revisione della legge sugli scioglimenti: ad oggi i consigli regionali sono esclusi, eppure sono tante le inchieste che dimostrano come le mafie si siano infiltrate”.

Del caso Grimaldi, pur senza menzionarne il nome, ha parlato anche il capogruppo M5s in Campania, Valeria Ciarambino: “Vicende come quella contenuta nell’ultima indagine della Dda di Napoli contribuiscono ad allontanare sempre di più i cittadini dalle istituzioni e a far perdere fiducia nella politica. È per questa ragione che, alle ultime elezioni regionali, abbiamo chiesto che i candidati governatori sottoscrivessero insieme a noi un patto liste pulite. Una richiesta rimasta inascoltata, tenuto conto che in calce a quel patto è rimasta solo la mia firma”. Secondo Ciarambino “non possiamo più consentire che su eletti dal popolo si addensino tali ombre. È necessario allora che ciascun partito provveda a fare pulizia al suo interno, se vogliamo restituire dignità alla politica e credibilità a chi rappresenta i cittadini nelle istituzioni. Su questa vicenda gravissima auspichiamo che sia fatta chiarezza al più presto”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“La Regione Calabria ha comprato mascherine senza gara da un’impresa legata alla ‘ndrangheta”: le carte dell’inchiesta di Gratteri

next
Articolo Successivo

Traffico di rifiuti (anche radioattivi), fatture false e riciclaggio: 18 arresti per associazione mafiosa

next