Giuseppe Conte rompe il silenzio. Nel giorno in cui Mario Draghi comincia le consultazioni con le varie forze politiche, il presidente del consiglio dimissionario ha rilasciato la sua prima dichiarazione ufficiale da quando ha formalizzato il passo indietro al Quirinale. Non lo ha fatto a Palazzo Chigi – volendo probabilmente evitare polemiche legate al suo status di dimissionario – ma fuori, da un tavolino di cristallo piazzato al centro di piazza Colonna. Un intervento breve, conciso, durante il quale Conte ha detto essenzialmente tre cose. La prima: non sarà lui a ostacolare Mario Draghi nella formazione di un nuovo governo. La seconda: a un esecutivo tecnico ne preferisce uno politico. La terza: si è rivolto agli “amici del Movimento 5 stelle” e a quelli di Pd e Leu per rilanciare l’alleanza che ha sostenuto il suo governo. Concetti che suonano da leader politico, e non più solo dall’avvocato del popolo che aveva il pregio di rappresentare la sintesi tra partiti diversi. Un ruolo che ora il segretario dem Nicola Zingaretti gli riconosce esplicitamente: “Conte si sta proponendo come il leader del fronte progressista? A me va bene“, ha detto in serata su La7 il capo del Nazareno. “Il vero motivo dell’aggressione di Matteo Renzi, che ha fatto cadere il governo, era la sua paura che si saldasse un’alleanza competitiva (tra M5s, Pd e Leu, ndr) che lasciasse fuori Italia viva e che la facesse morire”.

Le parole del premier uscente – Con il beneplacito di Zingaretti, Conte è quindi in pole per diventare il candidato premier dei giallorossi alle prossime elezioni. Di sicuro la dichiarazione del presidente del consiglio davanti a Palazzo Chigi non ha i toni tipici di un premier dimissionario. Anzi: Conte parla da leader della coalizione – l’ha chiamata “un’alleanza per lo sviluppo sostenibile” – che vuole interloquire col nuovo premier incaricato. “Il progetto che abbiamo iniziato a costruire di un’alleanza per lo sviluppo sostenibile è un progetto forte e concreto che aveva già iniziato a dare buoni frutti: dobbiamo continuare a perseguirlo. Offre una prospettiva reale di modernizzare finalmente il Paese nel segno della transizione energetica, della transizione digitale e della inclusione sociale”, dice l’avvocato di Volturara Appula.

“Per le urgenze del Paese servono scelte politiche” – Parla in strada Giuseppe Conte, fuori dalla sede del capo del governo, incarico che mantiene al momento solo per gli affari correnti. Si presenta davanti a un tavolino sistemato lì per i microfoni delle televisioni poco dopo le 13 e 40, e spiega: “Desidero innanzitutto ringraziare il presidente Mattarella, è stato un prezioso interlocutore sia nei rapporti istituzionali sia in quelli personali”, è l’esordio scelto dal permier dimissionario. Che va subito al dunque: “Ieri ho incontrato Draghi: un colloquio lungo, molto aperto al termine del quale gli ho fatto gli auguri di buon lavoro. Mi descrivono come un ostacolo, evidentemente non mi conoscono o parlano in mala fede. I sabotatori cerchiamoli altrove”. Il premier incaricato ha proposto a quello dimissionario di entrare nel suo governo? Conte non lo dice, ma specifica che ha “sempre lavorato per il bene del Paese” e quindi adesso si adopererà “perché si possa formare un nuovo governo“. Ma, aggiunge, “da questo di vista auspico un governo politico che sia solido e che abbia la sufficiente coesione per fare scelte politiche”. Una dichiarazione che suggerisce come possibile la strada di un governo guidato Draghi con ministri politici. “Le urgenze del Paese richiedono scelte politiche, non possono essere affidate a squadre di tecnici”, dice Conte. Che poi completa la sua transizione in leader di coalizione. Prima si rivolge “agli amici del Movimento 5 stelle“. Cosa dice ai grillini? “Io ci sono e ci sarò“: cinque parole che per qualcuno suonano come una discesa in campo. Poi parla “agli amici Pd e di Leu” per dire “che dobbiamo lavorare tutti insieme perché l’alleanza per lo sviluppo sostenibile che abbiamo iniziato a costruire è un progetto forte e concreto”. È solo una frase ma può valere come manifesto programmatico di un futuro candidato premier di una coalizione.

Dal Quirinale filtra ottimismo, Grillo in arrivo – Le parole di Conte, ovviamente, modificano le carte in tavola e agevolano la strada alla formazione del governo Draghi. Dal Quirinale filtra un “moderato ottimismo”. Sergio Mattarella, dicono fonti del Colle, ha apprezzato sia il gesto che le parole pronunciate da Conte sull’incarico a Draghi poco prima dell’inizio delle consultazioni del premier incaricato. Fonti del Movimento raccontano che Conte nelle ultime ore ha sentito ripetutamente il garante Beppe Grillo, il quale – trapela da ambienti parlamentari – è in arrivo a Roma. Nulla è deciso sul ruolo del premier uscente, ma in un M5S profondamente diviso e in difficoltà sull’arrivo di Draghi, la sua posizione -“ci sono e ci sarò”- potrebbe essere determinante per rimettere insieme i cocci.

Le reazioni di M5s e Pd – Di sicuro il “discorso del tavolino” di Conte, come lo hanno già ribattezzato in tanti, ha come primo effetto quello di scongelare le posizioni politiche dei 5 stelle. “Ringrazio profondamente Giuseppe Conte per le sue parole, per la responsabilità istituzionale mostrata ancora una volta, in un momento di grande difficoltà per il Paese. Condivido pienamente la necessità di un forte impulso politico nel governo che andrà a formarsi”, dice il ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio. Per l’ex capo politico del M5s, il Movimento è riconoscente a Conte “e continuerà ad essere protagonista anche grazie a lui”. “Visione, generosità e sensibilità istituzionale nelle parole di Giuseppe Conte. “Il M5S, con lo stesso senso delle istituzioni parteciperà costruttivamente, a testa alta e con coerenza rispetto ai valori di sempre, alle consultazioni del neo-incaricato Presidente Draghi”, è il commento del guardasigilli Alfonso Bonfede, che è capodelegazione del M5s nel governo Conte 2. “Grazie al Presidente Conte. Un discorso di grande responsabilità e lungimiranza”, dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, per poi incoronarlo in serata alla testa della coalizione. “Il suo impegno diretto rafforza la prospettiva di una alleanza politica nata con l’esperienza del suo governo”, scrive su Twitter Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali ed esponente del Pd. “Grazie a te, presidente Conte, per il grande lavoro che hai svolto. Sono d’accordo: non bisogna disperdere il patrimonio che la coalizione Leu-Pd-5s ha costruito. Ora più che mai va messo al servizio del Paese”, è invece il post di Pietro Grasso. Insomma: l’alleanza per lo sviluppo sostenibile appare compatta.

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