Nonostante i tagli alle dosi decisi dalle case farmaceutiche per il primo trimestre, i ritardi nelle consegne e la lentezza di alcune Regioni nel somministrare tutte le fiale a disposizione, l’Italia ha superato i 2 milioni di vaccini somministrati ed è ai nastri di partenza la seconda fase, cioè quella destinata agli anziani con più di 80 anni, che nel nostro Paese sono più di 4 milioni e 400mila. Non tutte le Regioni, però, andranno alla stessa velocità. Intanto però è stato raggiunto il ‘traguardo’ delle 2 milioni di dosi, come annunciato al ministro della Salute Roberto Speranza: “Due milioni di dosi di vaccino somministrate fino ad oggi”, ha scritto su Facebook ringraziando “donne e uomini del Servizio Sanitario Nazionale che ci hanno permesso di raggiungere questo primo risultato”.

Per quanto riguarda gli over 80 il Trentino Alto Adige è partito in anticipo da qualche settimana, perché non ha abbastanza personale sanitario disposto a farsi vaccinare. Il Lazio ha aperto oggi le prenotazioni – risultano già 7mila appuntamenti, ma il sito risulta momentaneamente irraggiungibile – e le prime dosi verranno iniettate a partire dall’8 febbraio, così come in Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. A ruota Veneto, Friuli, Liguria, Campania e altri territori, che hanno fissato la partenza tra metà febbraio e la fine del mese, al netto di vari problemi logistici. Poi ci sono alcuni governatori che al momento non hanno comunicato una data ma sono orientati a farsi trovare pronti per l’inizio di marzo, mentre la Lombardia ha fatto sapere che qui gli anziani riceveranno il siero anti-Covid solo dal 25-26 marzo.

Inizialmente il Piano vaccini elaborato dal commissario all’Emergenza Domenico Arcuri prevedeva che gli over 80 fossero coinvolti nella campagna già da fine gennaio, ma i ritardi e i tagli alle consegne decisi da Pfizer e ora pure da Moderna (per tutta l’Europa, non sono per l’Italia) hanno fatto slittare tutto. Sullo sfondo c’è poi il nodo Astrazeneca: il vaccino prodotto in collaborazione con l’Università di Oxford e l’Irbm di Pomezia è appena stato approvato dall’Aifa e le prime dosi (al netto dei tagli annunciati per il primo trimestre) arriveranno all’inizio della prossima settimana, ma gli esperti hanno consigliato di somministrarlo solo a chi ha 18-55 anni. Gli anziani, quindi, sono tagliati fuori. Per loro potranno essere utilizzati solo i farmaci a base di mRna di Pfizer e Moderna. È per questo che nelle prossime ore sono previsti diversi vertici tra le Regioni e Arcuri per capire come rimodulare la tabella di marcia, garantire i richiami e allo stesso tempo evitare che certe aree del Paese partano troppo tardi rispetto alle altre. Ecco il calendario regione per regione.

Valle d’Aosta – Entro questa settimana verranno completati in Valle d’Aosta i richiami del vaccino anti Covid e, a partire dall’8 febbraio ripartirà la campagna di vaccinazione, come previsto dal piano regionale, a favore degli ultra ottantenni. “E’ previsto l’arrivo di una quota di dosi oggi o domani – riferisce il direttore sanitario Maurizio Castelli – il che significa che riusciremo a finire tranquillamente i richiami delle prime dosi e potremo proseguire la vaccinazione degli ultra novantenni, poi, quando arriverà un’altra scatola, intorno all’8 di febbraio, essa potrà già essere destinata agli ultra ottantenni”.

Piemonte – Il ‘Vaccine day’ per gli over 80, inizialmente fissato per il 30 gennaio, è slittato una volta al 6 febbraio e, ad oggi, a data da destinarsi. L’ipotesi è che comunque si parta entro fine mese. Lombardia – La Regione guidata da Attilio Fontana al momento è l’ultima a partire: l’assessora al Welfare, Letizia Moratti, ha spiegato che le date da segnare sul calendario sono quelle del 25-26 marzo. Perché così tardi? “Nella Fase 1 sono in fase vaccinazione gli operatori sanitari e socio sanitari delle strutture di ricovero e cura e ospiti delle Rsa. La popolazione individuata è una popolazione di 340 mila unità, gli aderenti sono 320 mila e sono stati utilizzati i criteri che la struttura commissariale ci ha inviato”, ha spiegato in audizione in commissione sanità del Consiglio regionale. Per poter garantire i richiami, ha spiegato, si arriverà intorno al 5 marzo. Dopo toccherà a “residenzialità psichica, l’assistenza domiciliare, i centri diurni, ma anche i farmacisti, le altre professioni odontoiatriche, la sanità militare e il personale da usare nelle fasi successive come gli ambulatori accreditati, i medici liberi professionisti, gli informatori scientifici del farmaco e altri operatori”, ha chiarito Moratti. Solo a quel punto, cioè a fine marzo, scatterà il turno degli ultraottantenni.

Trentino Alto Adige – Seconda fase già cominciata da settimane. In Alto Adige il motivo riguarda l’alto numero di obiettori tra medici e infermieri, come ha chiarito l’assessore alla sanità Thomas Widmann. Visto che non c’è abbastanza personale disposto a farsi vaccinare, in accordo con Roma, si è deciso di anticipare gli over 80.

Veneto – Il governatore Luca Zaia ha spiegato che “a metà febbraio partiremo con gli over 80 e conclusa questa classe di età seguiranno gli over 75. Saremo in sicurezza quando avremo vaccinato anche gli over 65″. “Noi siamo pronti per vaccinare – ha spiegato – ci basta avere i vaccini. Certo, il piano vaccinale del Paese è stato per il momento disatteso a causa delle riduzioni delle forniture ma la stessa Pfizer ha annunciato che avrà un surplus di produzione nelle prossime settimane.

Friuli Venezia Giulia – Anche nella Regione di Massimiliano Fedriga il via alla seconda fase è fissato per la seconda metà di febbraio.

Liguria – Come auspicato dal governatore, Giovanni Toti, la data di partenza per gli anziani è quella del 12 febbraio.

Emilia Romagna – Non c’è ancora una data ufficiale, ma probabilmente si partirà da fine febbraio. Il nuovo piano vaccinale della Regione sarà presentato venerdì.

Toscana – Non c’è ancora una data ufficiale, ma l’assessore regionale alla sanità Bezzini ha fatto sapere che l’intenzione è di partire da metà febbraio. A partire da domani, infatti, sono state riaperte le prenotazioni per permettere agli ultimi operatori sanitari di ricevere il vaccino. Poi scatterà la fase 2.

Marche – Anche qui non c’è ancora una data.

Umbria – Da martedì la Regione ha spiegato che arriveranno nuove forniture di Pfizer, a cui si aggiungono le fiale Moderna, per un totale di quasi 40mila dosi. Il target è quello di finire gli operatori sanitari e gli anziani nelle Rsa per passare, dall’8 febbraio in poi, a chi non vive nelle case di riposo.

Lazio – Nella Regione guidata da Nicola Zingaretti le prenotazioni online sono partite oggi, dopo un disguido tecnico che ha mandato in tilt la piattaforma e continua a dare problemi. Nei primi 7 minuti risultano 2.200 prenotati, ha fatto sapere l’Unità di crisi per la gestione dell’emergenza. Da questa mattina è operativo anche il numero telefonico 06.164.161.841 che è stato potenziato con oltre 200 linee in contemporanea e rispondono circa 300 operatori. Al momento sono state già eseguite 1.600 prenotazioni telefoniche. Le iniezioni partiranno dall’8 febbraio.

Abruzzo – Le prenotazioni sono già aperte e si chiuderanno il 28 febbraio, ma non c’è ancora una data ufficiale per l’inizio della somministrazione.

Molise – Non c’è ancora una data ufficiale.

Campania – Il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di partire con gli over 80 tra il 10 e il 15 febbraio. Le prenotazioni sono possibili da sabato 30 gennaio attraverso il codice fiscale. Stando a quanto riferiscono alcuni quotidiani locali, al momento però sulla piattaforma online non c’è uno spazio per indicare se si ha bisogno di ricevere la dose a domicilio.

Basilicata – Si era pensato all’1 febbraio, ma la data è stata ‘congelata’ a causa dei ritardi delle consegne. Il piano vaccini regionale sarà rivisto nei prossimi giorni, stando a quanto riferisce la Regione.

Puglia – La Puglia è ai nastri di partenza. “Questa settimana avremo a disposizione le prime 4mila 300 dosi di Moderna e altre 32mila dosi di Pfizer. Contiamo di vaccinare gli odontoiatri e i medici liberi professionisti con il primo e – continua l’epidemiologo – con l’altro di concludere i richiami su operatori e ospiti delle residenze sanitarie e sociosanitarie”. Salvo imprevisti, quindi, da lunedì 8 febbraio si partirà con gli anziani e con gli ultimi richiami per i medici.

Calabria – La Regione, tra le più indietro con la somministrazione delle dosi disponibili, non ha ancora comunicato una data precisa.

Sicilia – L’inizio della fase due è slittato a fine febbraio.

Sardegna – L’avvio era previsto per metà febbraio, ma è slittato di quatto settimane. L’ipotesi, al momento, è che gli anziani dell’isola riceveranno le prime dosi solo a metà marzo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Saluti romani al funerale del padre del sindaco di Pietrasanta. E l’uomo di Fratelli d’Italia che corse alle Regionali fa il rito del “presente”

next
Articolo Successivo

Monoclonali, Palù insiste per il via libera: “Ho richiesto la decretazione d’urgenza”. Veneto e Marche si candidano a sperimentarli

next