di Guido Carotti

Egregio direttore,

ho letto sul suo giornale l’articolo di Alex Corlazzoli Don Milani, riscoprire oggi la scrittura collettiva di Barbiana: il progetto di “Scuola capitale sociale”.

Toccherò solo uno degli argomenti trattati, perché do per scontate la buona fede e la preparazione degli organizzatori e di chi terrà questo corso.

Dichiarare che la scrittura collettiva di don Lorenzo Milani torna d’attualità è perlomeno un falso, perché da quando è morto il priore molte sono state le scuole e gli insegnanti che l’hanno praticata ed elaborata con i loro studenti. In Italia e anche all’estero. Diversi sono i libri e le tesi che su questo argomento hanno approfondito il tema.

Forse è la prima volta che si promuove un corso online, e soprattutto credo sia la prima volta che viene promossa la scrittura collettiva come sola pratica metodologica, valida non solo per la scuola ma anche per amministratori pubblici o di imprese.

Niente da obiettare se questa metodologia viene estesa anche al di fuori della scuola, ma organizzare il corso, a pagamento, al quale si invitano docenti, studenti e amministratori è una violazione del messaggio di don Milani e della sua scuola. Premesso che avere la pretesa di promuovere una tecnica come se fosse l’obiettivo principale, richiamandosi a Barbiana, e non il mezzo migliore per imparare a scrivere, significa non aver chiaro o voler strumentalizzare per proprio tornaconto quei messaggi che stanno dentro il testo col quale fu affinata e consolidata la tecnica della scrittura collettiva, Lettera a una professoressa.

Fare un corso a pagamento è un’offesa alla vita e alle opere di don Milani: non voglio stare a richiamare l’infinito numero di frasi scritte o dette da lui a dimostrazione della sua scelta e della lotta che ha fatto, per cui cercava di coinvolgere più persone possibili nel riscatto dei poveri, poveri soprattutto di istruzione e cultura.

Personalmente rimango sconcertato che a questo corso abbiano dato supporto e patrocinio sia l’Istituzione don Milani, emanazione del Consiglio Comunale di Vicchio, sia il Comune di Vicchio stesso.

Essere stato a Barbiana non è un privilegio, ma una grande fortuna. Non mi ergo quindi a censore in quanto “ragazzo di Barbiana”, né tantomeno voglio dare insegnamenti. Sento però il dovere morale di ribellarmi quando vedo che si usano don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana come un brand, senza neppure attenersi ai principi e ai valori che ci hanno lasciato.

Distinti saluti

Questa la replica dell’autore dell’articolo citato, Alex Corlazzoli:

Gentile Guido,

quando parlo o scrivo a uno degli allievi di Barbiana lo faccio sempre con grande stima e rispetto. Non sta a me difendere l’iniziativa di Scuola capitale sociale. Io faccio solo il cronista. Va dato atto comunque che l’iniziativa è senz’altro innovativa e capace di proporre l’uso della scrittura collettiva al di fuori della scuola: una sperimentazione, a mio avviso, interessante.

Per quanto riguarda il criterio del pagamento posso solo dirle che, conoscendo gli organizzatori, non hanno certo bisogno di approfittare di un corso per fare soldi. Scuola capitale sociale è senza fini di lucro. Credo, invece, che la scelta di proporre un piccolo contributo sia dovuta al fatto che i relatori che interverranno riceveranno un compenso per il loro lavoro, com’è giusto che sia.

Son certo che nessuno degli organizzatori abbia voluto usare il nome di don Milani e di Barbiana come “brand”. Purtroppo sono ben altri quelli che lo fanno. Mi auguro, invece, che nel nostro Paese si possano moltiplicare, grazie anche a voi ex allievi, le iniziative per parlare del priore e della vostra esperienza.

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