Nel pieno della prima ondata della pandemia, tra marzo e aprile 2020, Ats Milano ha allontanato dalle Rsa i controlli dei medici del lavoro. E lo ha fatto proprio quando, dalle strutture che ospitano anziani non autosufficienti arrivavano centinaia di richieste di aiuto. Soprattutto dagli operatori – infermieri, oss, asa – che in quei giorni sono stata mandati allo sbaraglio senza dispositivi di protezione individuale e senza il rispetto dei protocolli di sicurezza. Con il risultato, centinaia i lavoratori sono stati contagiati dal Covid, alcuni dei quali hanno perso la vita iniesime agli ospiti delle strutture.

A rivelare questo nuovo capitolo della tragedia nella tragedia lombarda della pandemia, la strage nelle Residenze sanitarie assistite, è l’inchiesta “RSA fuori controllo” che andrà in onda venerdì 29 gennaio su Rainews24, alle 21.30, per Spotlight, il nuovo spazio della rete dedicato alle inchieste. La trasmissione documenta come il 23 marzo 2020 l’Agenzia di tutela della salute ha comunicato ai medici che si occupano della sicurezza nei luoghi di lavoro che gli esposti e le denunce provenienti dalle Rsa per il tramite di lavoratori e sindacati, sebbene indirizzati al dipartimento di medicina del lavoro, non sono più compito loro.

Si tratta di un vero e proprio diktat: nonostante le proteste degli stessi medici, la competenza sulle Rsa passa prima all’unità di Malattie Infettive, poi a quella che si occupa dell‘accreditamento delle strutture stesse. Entrambi gli uffici (nessuno dei quali ha competenze sulla sicurezza dei lavoratori) faranno i controlli attraverso questionari cartacei, inviati non ai lavoratori e ai sindacati, ma alle amministrazioni delle residenze.

A documentare questa “sospensione” delle ispezioni nelle Rsa, nel momento peggiore della pandemia, un fitto carteggio di email interne alla stessa ATS. Tra i medici del lavoro e i loro dirigenti. Compreso Walter Bergamaschi, il direttore generale dell’ATS. La sospensione dura fino a metà aprile. Il 14 il ministero dell’Interno invia una circolare alle prefetture, in cui invita a intensificare i controlli sui luoghi di lavoro, anche con la collaborazione dei servizi delle ASL (che in Lombardia sono le ATS). A quel punto, il 23 aprile, è lo stesso Bergamaschi a esigere dai medici del lavoro un “affrettato” ripristino delle ispezioni nelle Rsa, richiedendone minimo 6 al giorno.

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