Non basta dirsi moderati per essere moderati, non basta dirsi liberali per essere liberali. No, non basta. E non basta dirsi europeisti per esserlo davvero. E no, non basta proprio. Soprattutto se vai a braccetto con i peggiori estremisti, se ci vuoi governare insieme, se continui ad aggrapparti a un fantomatico centrodestra che ormai è sempre più a trazione estremista. No, non sei liberale, non sei europeista, sei complice.

E allora tutti i moderati, i liberali, gli europeisti che ancora si incaponisco a difendere l’alleanza innaturale e antistorica con Lega e Fratelli d’Italia, movimenti che in Europa vanno a braccetto con gli immoderati, gli illiberali e gli antieuropei, dovrebbero avere il coraggio di uno scarto in avanti.

I vari Tajani & co., invece di arrampicarsi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile, avrebbero l’obbligo prima morale e poi politico di mandare in frantumi un’alleanza che sta in piedi solo in Italia. Forza Italia in Europa è nel Partito Popolare e fa parte integrante della maggioranza Ursula. Significa qualcosa? Evidentemente no. Becero posizionamento senza contenuti, senza convinzioni. E senza valori.

I cosiddetti moderati del centrodestra tradiscono in prima luogo se stessi e, ancora più importante, tradiscono l’Italia alleandosi a gente che nulla ha a che fare con la tradizione popolare di una destra moderata fondata sulla compostezza, sul rigore istituzionale, sulla capacità di prendere decisioni, anche le più difficili.

Non hanno più giustificazione. Nemmeno una. Perché ormai la scelta è chiara, evidente a tutti. La scelta è se stare dalla parte della vera politica, dalla parte dell’Europa, o dalla parte di chi vive nei bassifondi della peggiore propaganda.

La strategia non può essere che quella di staccare la spina a quell’accrocco che continuano pervicacemente e ridicolmente a definire “centrodestra” per cominciare seriamente e umilmente a costruire una destra altra, onestamente europea. Senza infingimenti, senza menzogne. E senza trucchi da prestigiatori di terz’ordine. Una destra che si possa dire moderata e liberale finalmente riconoscibile dagli italiani e dal mondo intero.

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