di Massimiliano Verona

Dall’inizio di questa pandemia è stato subito chiaro che questa non era un’influenza come tutte le altre. I morti si contavano a centinaia e le terapie intensive erano al collasso. Si era arrivati ad un punto tale che se avevi una qualsiasi altra patologia gli ospedali non potevano curare più nessuno.

In un’era in cui la scienza medica ha raggiunto livelli incredibili, questo virus stava mettendo in ginocchio l’economia mondiale e l’unico modo per fermare questa carneficina economica e sanitaria era bloccare tutte le attività non essenziali.

A questo punto ci è stato detto che la soluzione sarebbe stata il vaccino. Da quel momento un fiume di soldi si è riversato nei centri di ricerca di tutto il mondo e dopo lunghi ed interminabili mesi di attesa finalmente si è arrivati all’annuncio sperato. Il vaccino era pronto per essere somministrato. Da quel momento si sono stipulati accordi con le case farmaceutiche per garantire la distribuzione in tutta Europa, ma da subito è apparso chiaro che qualcosa non tornava.

Molti europarlamentari hanno chiesto di visionare questo contratto (tra cui la francese dei Verdi Michèle Ravasi e l’italiano del M5S Ignazio Corrao). Entrambi sostengono che per visionare il contratto bisogna prendere un appuntamento e andare in questa ‘Reading room’. Prima di entrare hanno dovuto firmare una delibera dove si impegnavano a non divulgare quanto letto oltre a non poter fare foto e prendere appunti.

Questa segretezza e mancanza di trasparenza non fa altro che alimentare il complottismo ormai dilagante. Io non lo sono, ma da comune cittadino che si informa e paga le tasse esigo che qualunque contratto pubblico venga reso noto. Che cosa c’è di così segreto da non poter essere divulgato? Il fiume di denaro che l’Unione europea ha dato alle case farmaceutiche è denaro pubblico, o no?

Sempre Corrao e la Ravasi sostengono che molti passaggi sono censurati o addirittura oscurati.
Qualunque informazione sensibile non era visionabile, dai costi alla responsabilità in caso di reazioni avverse. Perché ci stanno nascondendo queste informazioni? Cosa c’è scritto in queste 66 pagine? In una democrazia degna di essere chiamata tale la trasparenza è tutto. E la Commissione europea si è dimostrata tutt’altro che trasparente.

E’ ovvio che in una società dove l’antieuropeismo sta dilagando queste notizie gettano benzina sul fuoco. Spero che al più presto il contratto, fatto con soldi pubblici, venga reso noto e così finalmente i cittadini europei possano godere di una società libera, democratica e trasparente.

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