Dura invettiva del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sul piano nazionale dei vaccini anti-covid e relativa distribuzione regionale. Nella sua consueta diretta Facebook del venerdì, il politico espone le ragioni del suo dissenso: “È un piano assolutamente squilibrato e penalizzante per la nostra regione. Le motivazioni che ci hanno dato sono inaccettabili e totalmente false. I presupposti del piano generale di distribuzione dei vaccini sono profondamente sbagliati”.

De Luca elenca alcune Regioni che, pur avendo una minore densità demografica della Campania, hanno ricevuto più dosi di vaccini, come Piemonte (170mila), Veneto (164mila), Emilia Romagna (183mila), Lombardia (304mila), a fronte dei 135mila vaccini arrivati nella regione da lui amministrata. E commenta: “Per cortesia, nessuno mi dica che stiamo rispettando criteri oggettivi. Abbiamo assistito al mercato nero dei vaccini. Lo abbiamo denunciato e abbiamo chiesto un riequilibrio che ancora non è avvenuto. Ancora in queste ore stiamo discutendo con il commissario Arcuri su come garantire alla Campania la copertura dei richiami del vaccino. Qualcuno, sbagliando e in maniera provocatoria, ha detto che non abbiamo accumulato le scorte – continua – Questa è un’idiozia, perché se abbiamo una sotto-dotazione di vaccini, che scorte devo accumulare? E’ allora arrivato il tempo di fare un’operazione verità e di farla finita con le manfrine, altrimenti avremo modo di tutelarci in tutte le sedi e arriveremo a chiedere l’invalidazione del piano di distribuzione approvato 20 giorni fa. Mi auguro che prevalgano il buon senso e soprattutto la correttezza da parte di tutti. Dobbiamo arrivare a un criterio uguale per tutti: un vaccino per ogni cittadino italiano. Punto. Questo è l’unico criterio serio, corretto e civile”.

E aggiunge: “Noi completeremo per il mese di gennaio e per i primi giorni di febbraio, se riceveremo quello che ci manca come vaccini, le somministrazioni della seconda dose, dopodiché da inizio febbraio dovrebbe cominciare in Italia la distribuzione dei vaccini sulla base della popolazione residente nelle diverse regioni e quindi dovrebbe essere operato un recupero a nostro vantaggio, rispetto a quello che c’è stato sottratto. Non ci fanno nessun regalo, fanno la metà del loro dovere”.

Il presidente campano commenta anche il dibattito al Senato sulla fiducia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Se volessimo ragionare su quello che abbiamo visto, saremmo obbligati a cadere in depressione. Una depressione nera. Si conferma quello che ho ripetuto parecchie volte: la riforma più urgente nel nostro Paese è quella relativa alla riapertura dei manicomi. L’errore di fondo che commettiamo è quello di paragonare l’Italia ad altri Paesi avanzati e quindi chiaramente cadiamo in depressione. Il nostro termine di paragone, invece, non sono le grandi democrazie ma i circhi equestri. Ecco, il nostro termine di paragone è il Cirque du Soleil. Abbiamo visto al Senato saltimbanchi, acrobati, due giovanotti che erano andati a farsi un giro per Roma e poi sono tornati a votare, dopo che erano scaduti i termini. La presidente del Senato Casellati – prosegue – ha dichiarato chiuse le votazioni, poi le ha dichiarate socchiuse, poi le ha dichiarate riaperte. Uno spettacolo meraviglioso. Se ci confrontiamo con il Cirque du Soleil, siamo largamente vincitori. Comunque vada la crisi, finirà male, sia se andremo a elezioni anticipate, sia se si trascinerà questo lungo calvario, perché dal punto di vista dell’efficienza operativa avremo un danno enorme. Noi siamo un Paese che, finché non va a sbattere con la testa contro il muro, non ritrova il senso di responsabilità, l’equilibrio, l’unità nazionale e i livelli indispensabili di efficienza”.

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