È il secondo presidente cattolico della storia americana dopo John Fitzgerlald Kennedy, ma le gerarchie americane sono già sul piede di guerra con Joe Biden, nel mirino per le sue politiche sull’aborto. L’attacco, durissimo, arriva dall’arcivescovo di Los Angeles Jose Gomez, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici Usa (Usccb, in pratica la Cei americana) che punta il dito contro il nuovo presidente con un messaggio che nelle ore del giuramento al Campidoglio conquista ampio spazio sui media conservatori e segna già una prima frattura con la nuova amministrazione.

Per Gomez le politiche del nuovo presidente, che con la morte del figlio Beau nel 2015 si è ulteriormente avvicinato alla fede, “faranno avanzare il male morale e minacceranno la vita e la dignità umana, in maniera più grave in materia di aborto, contraccezione, matrimonio e genere”. Gomez esprime quindi “grave preoccupazione” per “la libertà della Chiesa e la libertà dei credenti di vivere secondo coscienza”. Dichiarazioni che rimarcano la spaccatura che anche nella campagna elettorale è sembrata crearsi tra Democratici e chiesa cattolica. Viene ricordato come Biden, secondo presidente cattolico della storia Usa, abbia recentemente ribaltato le sue decennali posizioni sull’Emendamento Hyde, il provvedimento legislativo che impedisce l’impiego di fondi federali per l’aborto, a meno che non sia a rischio la salute della donna o se la gravidanza è frutto di incesto o stupro.

Inoltre, Biden si è anche impegnato a codificare la storica sentenza della Corte Suprema ‘Roe contro Wade’ in materia di aborto. Una decisione che, secondo i conservatori, consentirebbe l’aborto fino al momento della nascita. A conferma delle frizioni tra il mondo cattolico Usa e il neo presidente, viene inoltre ricordato che durante la campagna presidenziale a Biden sia stata negata la comunione da un prete della Carolina del Sud. Mentre ad agosto, il cardinale Raymond Burke, ex capo dell’Arcidiocesi di Saint Louis, dichiarò che Biden non era un cattolico “in piena regola”.

Nella sua dichiarazione, Gomez sottolinea tra l’altro come l’aborto sia anche una questione di “giustizia sociale“, perché “non possiamo ignorare il fatto che le percentuali di aborti siano molto più altre tra i poveri e le minoranze e che la procedura è usata regolarmente per eliminare i bambini che nascerebbero con delle disabilità”.

Le dichiarazioni di Gomez non sono piaciute al cardinale di Chicago Blase Cupich, che le ha definite “sconsiderate”, segnalando un’ulteriore frizione all’interno della stessa chiesa cattolica Usa. Cupich ha inoltre sostenuto che i vescovi Usa abbiano ricevuto la dichiarazione di Gomez solo poche ore prima della sua pubblicazione, senza la possibilità di una discussione collegiale.

Dalle polemiche in seno ai vescovi Usa sembra invece tenersi lontano Papa Francesco, che ieri ha inviato un messaggio al nuovo presidente Usa, auspicando tra l’altro che sotto la sua guida “il popolo americano possa continuare a trarre forza dagli elevati valori politici, etici e religiosi che hanno ispirato la nazione sin dalla sua fondazione”. E come alcuni osservatori hanno già fatto notare, nello Studio Ovale della Casa Bianca, Biden ha voluto esporre una foto del Papa.

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