Che fine hanno fatto le risorse stanziate dal Governo e approvate in Parlamento nel corso del 2020? Un po’ di cronistoria:

1. Con il decreto 6 maggio 2020 vengono ripartiti alle regioni e province autonome di Trento e Bolzano 60 milioni di euro della dotazione 2020 del fondo contributo affitto.

2. Con il decreto 23 giugno 2020 vengono ripartiti alle regioni i 46,1 milioni di euro del fondo morosità incolpevole relativi al 2019.

3. Con il decreto 6 agosto 2020 vengono ripartiti alle regioni 9,5 milioni di euro del fondo morosità incolpevole relativi all’anno 2020.

4. Con il decreto 12 agosto 2020 sono stati ripartiti alle regioni i 160 milioni di euro stanziati con il decreto Rilancio.

5. Infine con la legge di bilancio per il 2021-2023 vengono stanziati 210 milioni di euro per l’anno 2021 e 230 milioni di euro per l’anno 2022 destinati ai contributi affitto e 50 milioni di euro per l’anno 2021 del fondo morosità incolpevole.

Quindi nel corso del 2020, anno martoriato dalle misure adottate per affrontare l’emergenza sanitaria, sono arrivati alle Regioni 275,5 milioni di euro che ad oggi non risultano utilizzati se non in minima parte. Addirittura sembrerebbe che solo poche Regioni abbiano relazionato sull’uso delle risorse, quindi si può desumere che solo una piccolissima parte degli oltre 275 milioni di euro sia arrivata agli inquilini o ai proprietari per fronteggiare le nuove morosità causate dalla crisi economica conseguente al Covid.

Questo vuol dire che nelle casse delle Regioni o dei Comuni ci sono ad oggi oltre 275 milioni di euro, e che dal 2021 si aggiungono 210 milioni di euro stanziati dall’ultima legge di bilancio: oltre 480 milioni di euro. Tanti? Pochi? Non è oggi questo il punto. La questione è che se non vengono utilizzati, ovvero se anche in tempi di emergenza sanitaria la filiera dei contributi affitto in larghissima parte non funziona e quelle risorse non vengono di fatto erogate, significa che, da una parte, si condannano migliaia di inquilini e relativi proprietari al baratro degli sfratti per morosità e dall’altra si rendono inutili gli stanziamenti.

Eppure in Italia, secondo dati elaborati da Unione Inquilini, circa 600.000 famiglie hanno richiesto contributi affitto nel corso del 2020 (ad esempio 85.000 nel Lazio, 65.000 in Campania, 18.000 in Veneto, 10.000 in Sicilia, 17.000 a Milano, 3500 a Firenze, 49.000 a Roma). Tra coloro che hanno ricevuto contributi, basati su bandi che nulla avevano a che vedere con le risorse stanziate nel corso del 2020, quelli che hanno ricevuto un contributo sono pochissimi e l’importo erogato è stato di poche centinaia di euro, che per coprire da 3 a 8 mesi di affitto rappresenta meno di una elemosina.

Appare evidente, ed oggi è ancora più plateale, che il percorso che vede il Governo e Parlamento stanziare le risorse, il ministero delle Infrastrutture ripartirle previo immancabile accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni, le Regioni che ripartiscono le risorse ai Comuni; i Comuni che devono emanare i bandi e attendere le domande, con conseguenti verifiche di elenchi e graduatorie ed infine erogazione dei contributi, appare ovvio come anche in tempi di emergenza sanitaria i contributi affitto arriveranno materialmente ai destinatari finali dopo due anni, ovvero a babbo morto o meglio a sfratto per morosità convalidato.

La domanda sorge spontanea: come mai per i contributi all’acquisto dei monopattini (700.000 richieste) i contributi sono stati erogati in pochissimi giorni mentre per i contributi affitto ci sono ritardi inammissibili causati da una filiera incapace di erogarli in tempi decenti e utili?

Come vedete ora la questione non è stabilire se le risorse sono troppe o poche, ma se ha un senso che quelle risorse siano rese inutili da una farraginosità di erogazione che non è accettabile nel 2021.

Non è il caso che si proceda ad una modifica delle modalità di utilizzo del fondo contributo affitto e del fondo morosità incolpevole, magari con erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle entrate, su iban dell’inquilino o del proprietario, entro dieci giorni dalla domanda inviata in maniera telematica? Del resto l’Agenzia delle entrate ha già i dati del contratto di locazione e conosce la situazione reddituale del conduttore e l’ammontare del canone di locazione. Potrebbe bastare un click!

Certo Regioni e Comuni dovrebbero rinunciare ad un po’ di (finto) potere ma ne guadagneremmo tutti in materia di risposte concrete per affrontare il caro affitto, per evitare migliaia di sfratti, dare un senso compiuto e logico allo stanziamento delle risorse per i fondi contributo affitto e morosità incolpevole.

Ad oggi quelle risorse sono di fatto figurative in quanto Regioni e Comuni non sono in grado di spenderle ed erogarle: dopo due anni diventa una presa in giro. Governo, Parlamento, Regioni e Comuni siete interessati? Battete un colpo!

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