L’obiettivo è quello di vaccinare 2 milioni di persone nel giro di pochi mesi. Ma la strada che la Puglia intende percorrere per ottenere questi risultati è piena di ostacoli. Il primo, il più grande, come è noto, è la carenza di dosi a causa del rallentamento nelle consegne da parte di Pfizer. “La preoccupazione maggiore”, ammette il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, a cui spetta giornalmente la conta delle scorte disponibili nel tentativo far quadrare i conti almeno per la fase I.

Nell’ultima tranche di due giorni fa, Pfizer ha consegnato alla Puglia meno della metà delle 30mila dosi programmate. Una riduzione notevole ma che, assicura l’assessore regionale alla Sanità Pierluigi Lopalco, se dovesse restare costante anche nelle prossime settimane, non dovrebbe intaccare il cronoprogramma delle vaccinazioni, richiami compresi, della fase I e che riguarda operatori sanitari e ospiti delle Rsa.

Secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute, in Puglia ad ora su 93mila dosi consegnate ne sono state somministrate 64mila, il 68% circa. Di queste 51mila hanno riguardato operatori sanitari, 9mila personale non sanitario e solo 3200 gli anziani ospiti delle strutture residenziali. Ma fra questi 64mila si celerebbero anche i “furbetti” del vaccino, coloro cioè che facendo leva su conoscenze e agganci hanno “saltato la fila” ricevendo la prima dose del vaccino molto prima del tempo previsto.

Un fenomeno che si è ripetuto in tutta Italia, non solo in Puglia. Come già Ilfattoquotidiano.it ha riferito, le prime avvisaglie ci sono state nella Asl di Brindisi grazie alla denuncia dell’Ordine dei medici, ma lo stesso fenomeno pare essersi ripetuto anche altrove. Se la Asl Bat da una prima verifica non ha riscontrato effettive anomalie, lo stesso non si può ancora dire per la Asl Bari dove le voci circolano e anche dettagliate. Ed è proprio questo il lavoro che nel quartier generale della Sanità regionale si sta portando avanti: capire chi effettivamente ha ricevuto una dose non avendone ancora il diritto.

Su quali provvedimenti assumere per colpire i trasgressori se ne riparlerà, intanto però una cosa è stata già decisa: ai “furbetti” sarà somministrata la seconda dose ma quando arriverà il loro turno effettivo. Non subito, insomma. Una scelta semplice? No, affatto. “La faccenda della seconda dose a chi non aveva diritto alla prima – spiega Lopalco al Fatto.it – rappresenta un problema medico-legale da risolvere. Nel rapporto medico paziente, se io medico faccio una prima dose devo fare anche la seconda. Se poi interviene un problema di sanità pubblica per cui non ci sono dosi a sufficienza per garantire la protezione a chi ne ha bisogno, allora si può pensare di ritardare la seconda dose fino al momento in cui ce ne sarà per tutti”.

In buona sostanza, il “bugiardino” del vaccino della Pfizer parla sì di seconda dose dopo 21 giorni, ma il senso è che non debba essere somministrato prima di questo periodo, ma dopo sì. Ecco perché posticipare la seconda somministrazione non dovrebbe pregiudicare l’efficacia dello stesso. “Ripeto – conclude il professore – è una questione non semplice da risolvere ma che certo non rappresenta un grossissimo problema visto che parliamo di una esigua minoranza”. Ora, dunque, ci si concentrerà sugli aventi diritto. I primi 500 vaccinati del V-day hanno iniziato a ricevere la seconda dose, tra loro Maria, la donna di 94 anni, prima ospite della rsa a ricevere il vaccino. Nel fine settimana dovrebbe iniziare il richiamo anche per tutti gli altri. Per quel che le scorte consentiranno, naturalmente.

A questo proposito, l’assessore alla Sanità Lopalco comunica che lunedì 25 gennaio arriveranno in Puglia dalla Pfizer-Biontech 23 box di vaccino contro il Covid-19 Comirnaty, pari a circa 27mila dosi. “In questo modo – spiega Lopalco – la Puglia sarà risarcita del differenziale in meno ricevuto questa settimana. Grazie alla scorta del 30% che prudentemente è stata accantonata nei nostri magazzini e con questo parziale ristoro, le vaccinazioni della fase 1, sia pur con qualche rallentamento, comunque continueranno. Nonostante il taglio nelle consegne unilateralmente deciso da parte di Pfizer”.

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