di Paolo Di Falco e Marta De Vivo

La scorsa settimana, al di là della crisi di governo, si è aperta con un episodio che lascia davvero senza parole: un adolescente ha quasi sfregiato in volto, con dei tagli alle guance, una sua amica. Il motivo è ancora al vaglio degli investigatori, forse per provare a quanto arrivasse la soglia di sopportazione del dolore o forse per somigliare al cattivo della Marvel Joker.

Una vicenda che lascia sicuramente l’amaro in bocca data la fragilità dell’età dei due ragazzi, ma anche il motivo del gesto: come si può arrivare a fare una cosa simile per passare un po’ di tempo? Non sappiamo se il caso sia legato a questa difficile situazione che tutti noi stiamo affrontando ma l’aumento dei gesti autolesionistici tra i ragazzi è un dato di fatto.

Questa pandemia da cui inizialmente dovevamo uscire migliori ci ha messi di fronte a diversi bivi: da un lato, come abbiamo visto nella scorsa settimana, il ceto medio italiano fa sempre più fatica a reggere e a resistere data l’esiguità delle misure assistenzialistiche messe in atto, che non sono state accompagnate da investimenti; a questo, si aggiunge l’oggettiva debolezza nel nostro sistema sanitario. Dall’altro lato abbiamo anche delle chiare conseguenze psicologiche sui ragazzi costretti nel chiuso della loro stanza.

Poco è stato fatto per l’apertura delle scuole ma ancora meno è stato fatto per i ragazzi su cui si è abbattuto un vero e proprio uragano: se prima avevano sognato di chiudersi in casa e perdersi dietro i social, dietro i vari giochi, adesso che il sogno si è realizzato è diventato opprimente. Ripetere quotidianamente la stessa routine non è facile quando si è adolescenti, quando si hanno diversi sogni nel cassetto ma sei costretto a richiuderlo e cercare un modo per passare un po’ di tempo.

Nessuno può giustificare i vari assembramenti giovanili poi pubblicizzati in atteggiamenti vanagloriosi nelle stories dei loro profili Instagram; però prima di poter dire la propria bisogna sicuramente mettersi nei panni dei tanti ragazzi che sono stati costretti a rimandare il periodo più bello della loro vita. Un periodo che una volta passato sarà ormai perso per sempre e che nessuno sarà in grado di restituirgli.

Una delle maggiori conseguenze negative è che sono in aumento i ragazzi che cercano rifugio nella droga e infatti l’utilizzo di droghe quali la cocaina e le droghe sintetiche ordinate via web e consegnate a domicilio è aumentato. Le vittime sono le persone più giovani e quelle più fragili, secondo lo psicanalista Maurizio Montanari, recentemente intervistato da “Le Iene”: durante questo periodo di lockdown i tossicomani hanno aumentato il consumo di sostanze, nonostante fosse più difficile ottenere la droga.

Montanari inoltre fa notare come reperire sostanze sul web sia sempre più facile: lo spaccio si è riorganizzato con una rete di telefonate, corrieri, whatsapp, social network e dark web, con consegna a domicilio. Le droghe più diffuse tra i giovani sono le droghe sintetiche. Prima i giovani e non solo avevano la speranza che tutto finisse presto. Ora molti sono vicini alla disperazione e alla rassegnazione che possono portare ad estremi come il consumo di droghe.

Montanari sottolinea l’importanza di seguire questi fenomeni, in aumento come l’alcolismo che distrugge la mente e il fisico e colpisce molte più persone rispetto alle droghe. Il drastico aumento di tossicodipendenti e alcolisti è un vero dramma che, secondo Montanari, non si risolverà con la fine della pandemia: purtroppo, in molti rimarranno bloccati per molto tempo in questa dipendenza.

Proprio per questo urge intervenire subito. Si spera infatti che la nostra classe dirigente, affiancata dall’Iss, si faccia carico della questione e cominci a intervenire attraverso delle misure volte a rallentare e frenare questo fenomeno. Non possiamo permetterci di perdere così delle menti giovani che avrebbero potuto fare, forse veramente, la differenza.

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