Questo Covid uccide dentro, oltre che fuori. Ci sono molte più vittime di questo virus rispetto a quelle ufficiali che sono già in numero elevato. Sì, perché questo virus uccide dentro anche chi non contrae o chi ne esce indenne. Parlo di relazioni che si bruciano, letteralmente proprio. Quando sei costretto a chiuderti in casa, a tagliare i ponti relazionali che avevi costruito in decenni di vita, qualcosa ti cambia dentro; e avviene in tutti noi o sta avvenendo.

Abbiamo i meeting, le video chat, la mail, i social; certo, cure palliative di una società basata sull’immagine. Ma ciò che ci manca è il contatto fisico. L’abbraccio alla mamma, ad un amico che incontri dopo un po’ di tempo, la stretta di mano al genitore che viene ad udienze. Che viene ad udienze…! Per me che insegno da oltre vent’anni questa frase mi lascia sorpreso. Da oltre un anno non vedo genitori, se non dietro un video, in una forma fredda e veloce. Anche questo aspetto manca. E, poi, restando nella scuola, come si può pensare di sostituire la lezione, con i ragazzi, davanti a loro, con questa modalità fredda e impersonale?

Ecco, questo virus, che pure miete vittime realmente, dietro lascia un ulteriore vuoto di relazioni. E per questo non esiste un vaccino. Ne porteremo il peso per anni, prima di poterlo registrare come un ricordo passato.

I nostri studenti soffrono questa situazione, perché non possono reggere il ritmo strano e freddo di una formazione a distanza; già, a distanza; tutto a distanza non può funzionare bene. Perché è stando vicini che ci capisce, che ci vede veramente negli occhi.

Questo virus ci sta uccidendo dentro, tutti. Stiamo perdendo il senso dell’altro, il confronto diretto, gli odori della vita, dato che dobbiamo vivere asetticamente. E comincia ad essere difficile andare avanti così. Le relazioni in famiglia si incrinano, perché vengono meno quelle naturali valvole di sfogo esterne che prima compensavano piccoli screzi. La partita di pallone, il cinema, il teatro, la domenica sugli sci e molte altre attività che non erano semplici svaghi per riempire la vita. No, erano parte della vita stessa, necessari per equilibrare la convivenza in famiglia.

Ora, dobbiamo sperare davvero che questo vaccino riporti presto una situazione più normale, altrimenti questo virus ci distruggerà dentro, magari preservando il corpo, ma distruggendoci l’anima.

Memoriale Coronavirus

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