L’appello all’unità della politica, i dati sull’epidemia che sono in peggioramento, quelli sulla campagna vaccinale che certificano il primato in Unione europea. E, soprattutto, le misure: 12 regioni sono a rischio alto, per loro sarà zona arancione. Gli spostamenti saranno vietati anche tra le regioni che sono ancora “gialle“, ci sono novità anche per bar e musei. Lo stato d’emergenza sarà prorogato, almeno fino a fine aprile. E, a determinate condizioni ancora lontane della realtà di questi giorni, sarà prevista anche una zona bianca. Nelle sue comunicazioni alla Camera, il ministro della salute Roberto Speranza ha tracciato il quadro della lotta al coronavirus in Italia e presentato le nuove misure per il contenimento della pandemia contenute all’interno di un Dpcm che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri convocato questa sera alle ore 20.30.

I vaccini – “E’ una soddisfazione per tutti vedere che oggi siamo i primi in Ue per somministrazione dei vaccini anti-Covid”, ha sottolineato Speranza in Aula. “Ora sappiamo – ha aggiunto – che il Covid ha i mesi contati e con i vaccini sconfiggeremo questo virus”. “Siamo ragionevolmente fiduciosi che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro”, ha assicurato il ministro. Ricordando che “nel primo trimestre 2021 è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson“. Inoltre, “i risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti”. E “l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”, ha detto Speranza. “Ad oggi – ha aggiunto – abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione il 13,46% di vaccini”. “Abbiamo opzionato – ha spiegato – così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani. Tutto quello che si poteva e si doveva fare per approvvigionarsi del vaccino è stato fatto con attenzione e per tempo“.

Il quadro odierno – In questo momento però, “c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. l’epidemia è nuovamente in una fase espansiva“, ha ammonito il ministro. “A livello nazionale il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso“. Oltre a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto, già in zona arancione, potrebbe arrivare una stretta anche in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Liguria, oltre alle province di Trento e Bolzano. Le nuove

Le nuove regole – Speranza poi ha presentato le nuove misure: “Lunedì dopo un confronto con le Regioni abbiamo avviato il lavoro del nuovo Dpcm che sostituirà quello in scadenza il prossimo 15 gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo una conferma delle misure fondamentale già vigenti e del modello per fasce differenziate che ci ha consentito di abbassare la curva tra novembre e dicembre”. Ma ci sono anche importanti novità: se ci sono 12 regioni a rischio alto, ora per loro scatterà subito “l’area arancione, secondo i 21 parametri definiti dal decreto del 21 aprile”.

“E’ inoltre intenzione del governo confermare il divieto di spostamenti anche in zona gialla” e “ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione” con il divieto di asporto dopo le 18 per i bar. Confermata anche “l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale“, ha precisato il ministro. Prevista anche la riapertura “dei musei nelle regioni in area gialla”.

Un’altra novità voluta dal governo riguarda una quarta area oltre quelle rossa, arancione e gialle, un’area bianca che “potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio basso”, ha spiegato Speranza. “In quest’area le limitazioni saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine. E’ difficile quest’area possa scattare nel breve ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno”, ha aggiunto il ministro. Infine, Speranza ha spiegato che “quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza“. Ieri il Cts aveva suggerito di allungarlo fino a fine luglio.

La politica – All’inizio del suo discorso a Montecitorio, Speranza però si è rivolto soprattutto alle forze politiche: “La collaborazione tra governo, regioni e comuni ci ha consentito di resistere anche quando siamo stati investiti dalle onde più alte, senza uno sforzo unitario delle istituzioni non si sarebbe arginato questo nemico. Non c’è altra strada diversa dall’unita per affrontare questa emergenza, la più grande dal dopoguerra. Ecco perché mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione“, ha detto il ministro della Salute. “Nei prossimi mesi – ha proseguito – sarà tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe un errore imperdonabile rallentare a pochi metri dal traguardo, nell’ultimo miglio”. Poi Speranza ha lanciato un altro appello: “Lasciamo fuori dalla polemiche politiche la campagna di vaccinazione, lo dico con lo stesso spirito a maggioranza e opposizione. Non macchiamola con polemiche che fanno male a tutti”. “Unità, unità, unità“, ha ripetuto il ministro.

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