Procede a ritmo spedito la campagna vaccinale in Italia. A partire dal 27 dicembre ad oggi – dato registrato alle 22 di questa sera – sono state somministrate in Italia 787.050 dosi di vaccino contro il Covid, inoculate a 489.048 donne e 298.002 uomini. Lo rende noto l’Ufficio del commissario straordinario Domenico Arcuri. Le dosi di vaccino consegnate alle regioni sono un milione e 406.925. In particolare, sono stati vaccinati 616.405 operatori sanitarti e sociosanitari, 64.972 persone non comprese nel personale sanitario, 56.851 ospiti delle Rsa, e altre 48.822 persone per le quali non è indicata la ‘categoria’ di appartenenza. Per quanto riguarda le fasce di età, la più vaccinata è quella tra i 50 e i 59 anni con 218.370 persone, segue quella tra i 40-49 anni con 166.098, quella tra i 30-39 anni con 128.932, quella tra i 60-69 anni con 124.157, quella tra i 20-29 anni con 85.158. Poi ci sono le persone di età compresa tra gli 80-89 anni che in 24.289 hanno ricevuto il vaccino, seguite da quelle tra i 70-79 anni che sono 20.044. Penultimi gli over90 che sono stati vaccinati in 18.322, seguiti dai ‘giovanissimi’ di età compresa tra i 16-19 anni che hanno ricevuto il vaccino in 1.671.

Con questi numeri, l’Italia, tra i paesi europei, è quella che nella giornata di oggi ha effettuato il maggior numero di vaccini in Europa. Lo segnalano fonti di Palazzo Chigi rilanciando i trend riportati da “Our world in data“. Secondo un ulteriore grafico l’Italia guida la classifica dei vaccini somministrati ogni 100 abitanti e tenendo conto delle singole dosi. Secondo questa classifica l’Italia ha somministrato oltre 1,2 dosi di vaccino per 100 abitanti, seguita dalla Germania, con poco più di 0,8 dosi per cento abitanti. Quella di oggi è stata la giornata in cui c’è stata la distribuzione completa della terza tranche di dosi da parte di Pfizer e la consegna delle prime 47mila fiale prodotte da Moderna, l’azienda statunitense che ha incassato il via libera dell’Ema a inizio anno. Il camion partito dal Belgio è arrivato al Brennero intorno alle 2 di notte, scortato dal settimo reggimento carabinieri di Laives.

Le Regioni hanno iniziato a ricevere le nuove dosi da parte di Pfizer. Come la Campania, che ieri era al 101% delle iniezioni (dato superiore al 100% grazie all’utilizzo della sesta dose dalla fiala, dopo l’ok dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di pochi giorni fa) e ora è scesa al 97,6%. Le Regioni più veloci nella vaccinazione restano l’Umbria (al 102,3% con 10mila dosi somministrate), la Valle d’Aosta (99,9%) e la stessa Campania. Superano il 90% anche Veneto e Toscana. Bene anche la Sardegna, con 17mila iniezioni su 19mila dosi fin qui disponibili (pari all’87,2%), seguita a stretto giro da Sicilia e Marche. In coda alla classifica restano la provincia di Bolzano, ancora ferma sotto il 30% delle somministrazioni, e subito dopo la Basilicata (39,1%). Puglia, Calabria e Molise sono vicine alla metà di dosi somministrate, mentre la Lombardia è in (lento) recupero: al momento sono stati vaccinati 83mila cittadini su un totale di 155mila fiale disponibili, corrispondente al 53,8%.

Con questi numeri, l’Italia si conferma comunque il primo Paese europeo per numero complessivo di vaccinazioni, piazzandosi già da ieri sopra alla Germania. A livello mondiale siamo settimi dietro a Cina, Stati Uniti, Israele, Regno Unito, Emirati arabi e Russia. Le categorie sociali coinvolte in questa prima fase della campagna restano sempre gli operatori sanitari, anche se il ministero sta valutando la possibilità di anticipare le somministrazioni per gli over 80, in modo tale da limitare i decessi e gli ingressi in terapia intensiva. Subito dopo, toccherebbe agli insegnanti di ogni ordine e grado. I medici, gli infermieri e gli operatori vaccinati sono quasi 570mila, mentre hanno superato quota 100mila gli impiegati di Asl e ospedali che hanno ricevuto la prima dose. 49mila le iniezioni fatte agli anziani ospiti delle Rsa.

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