L‘Italia supera le 700mila dosi di vaccino somministrate. La terza settimana dall’inizio della campagna di vaccinazione anti-Covid era cominciata questa mattina con il “sorpasso” alla Germania sia in numeri assoluti (Berlino è ferma a 613mila dosi) che in rapporto agli abitanti, che fa dell’Italia è il primo Paese europeo per numero di iniezioni. L’ultimo aggiornamento serale porta il numero delle vaccinazioni a 701.623. A livello mondiale l’Italia ora è settima per numero totale di somministrazioni dietro a Cina, Stati Uniti, Israele, Regno Unito, Emirati arabi e Russia.

Entro martedì è prevista intanto la consegna della terza tranche di vaccini Pfizer: altre 470mila dosi da somministrare in settimana. Ma soprattutto, arriverà la prima partita di farmaci prodotti dalla statunitense Moderna. Si tratta in totale di 47mila fiale, attese a Roma prima della distribuzione sul territorio. Una delle ipotesi è quella di consegnare questo primo lotto solo alle Regioni virtuose, cioè a quelle che potrebbero somministrarle più rapidamente in base al ritmo di iniezioni dei giorni scorsi. Le categorie destinatarie restano sempre gli operatori sanitari, anche se il ministero sta valutando la possibilità di anticipare l’avvio della campagna per gli over 80, in modo tale da limitare i decessi e gli ingressi in terapia intensiva. Subito dopo, toccherebbe agli insegnanti di ogni ordine e grado.

“È un risultato impossibile senza il sacrificio e l’abnegazione delle donne e degli uomini del sistema sanitario nazionale, delle forze dell’ordine e delle forze armate”, è quanto avrebbe detto ai governatori il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia secondo fonti presenti al vertice che si è svolto in mattinata. “Ringrazio tutti i presidenti di regione per il lavoro svolto e per quanto continueranno a fare per mettere in sicurezza il Paese con la più grande campagna vaccinale della storia. La campagna di vaccinazioni non è una competizione a squadre ma una partita che l’Italia gioca insieme, con un unico spirito nazionale”.

Il portale del ministero della Salute che aggiorna in tempo reale sulla campagna riporta che nel nostro Paese è stato somministrato più del 70% delle fiale totali. Se si dà un occhiata alla gestione delle vaccinazioni da parte delle singole regioni, si nota che in numeri assoluti è il Veneto ad aver iniettato il maggior numero di dosi, seguito immediatamente dalla Campania. Ma se la regione governata dal leghista Luca Zaia registra un rapporto tra dosi consegnate e dosi iniettate dell’87,9%, quella del presidente Vincenzo De Luca tocca addirittura quota 101,7%, grazie all’utilizzo della sesta dose dalla fiala, dopo l’ok dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di pochi giorni fa. Sempre in termini percentuali, i numeri più alti li fanno registrate Umbria, Toscana e Valle d’Aosta. Tassi di vaccinazione più bassi invece nella Provincia autonoma di Bolzano, in Calabria e in Lombardia.

Un nodo è quello dei richiami: nei giorni scorsi c’è chi ha sottolineato la necessità di accantonare le dosi che via via arrivano da Pfizer per garantire a tutti i cittadini che sono stati vaccinati finora di ricevere in tempi utili la seconda dose. Ma a sgombrare il campo da dubbi è la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: “Tenendo conto che le 450mila dosi del vaccino Pfizer arrivano settimanalmente, tenderei a dire che le dosi vadano tutte utilizzate subito per vaccinare più persone”, ha spiegato a Timeline su SkyTg24.

Per ora la fascia di persone che ha ricevuto il maggior numero di vaccini è quella che va dai 50 ai 59 anni e la categoria maggiormente interessata è, come previsto dalle disposizioni governative attuali, quella degli operatori sanitari. Secondo gli ultimi aggiornamenti, finora sono stati vaccinati in 524mila tra medici, infermieri e oss. Seguono il personale non sanitario, con oltre 86mila vaccinazioni, e gli ospiti delle strutture residenziali, oltre 42mila.

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