“Basta spot elettorali e inutili rinvii di pochi giorni sulla scuola. Ci creino le condizioni, con interventi su trasporti, spazi e tracciamento affinché si evitino nuove chiusure e si riparta in sicurezza“. Questo quanto richiesto, nel corso di una manifestazione a Roma organizzata dal comitato ‘Priorità alla scuola’ e dalla Rete degli studenti medi, di fronte al ministero dell’istruzione, dopo il rinvio del rientro in classe (ora previsto per l’11 gennaio, anche se non in tutte le Regioni, ndr) per le scuole superiori. “In questo paese sulla scuola si decide di giorno in giorno, non è considerata essenziale. Oggi dovevamo essere in classe e invece è stato rimandato. Ma cosa serve un rinvio di quattro giorni? Non cambierà nulla. E senza interventi urgenti non c’è garanzia di un rientro in sicurezza“, c’è chi rivendica.
“A Roma i trasporti sono al collasso, sono necessari interventi strutturali”, spiegano altri, tra gli studenti in presidio. Ma non solo: “Bisognerebbe dare priorità al mondo scolastico anche per quanto riguarda il piano vaccinale“, spiegano alcuni genitori del comitato ‘Priorità alla scuola’. Ma c’è anche chi chiede maggiori sforzi sul tracciamento: “La possibilità di effettuare tamponi gratuiti data qui nel Lazio prima di rientrare a scuola è un primo passo, ma non basterà”. Manifestazioni e presidi sono state organizzate contemporaneamente in tutte le principali città del territorio nazionale. “Vogliamo certezze, ora basta perdere tempo”, hanno concluso.
Memoriale Coronavirus

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Torino, studenti salgono sui banchi contro la didattica a distanza. “È escludente ed ha ricadute psicologiche pesanti per noi giovani”

next
Articolo Successivo

Napoli, rissa davanti alla Regione Campania al presidio contro la didattica a distanza: interviene la polizia

next