Per l’opposizione si tratta di un’ulteriore prova della “deriva kafkiana del macronismo”, come ha scritto Fabien Di Filippo, di Les Republicains. Ma il già molto criticato ‘collettivo dei cittadini’ voluto dal presidente Emmanuel Macron a cui sarà affidato il compito di monitorare la campagna vaccinale contro il coronavirus prende oggi il via con il sorteggio per l’elezione dei suoi componenti. Il collettivo sarà composto da 35 persone rappresentative di tutte le fasce sociali e di tutte le opinioni sul vaccino. Secondo quanto scrive France Bleu, i cittadini estratti a sorte potranno fare domande e chiedere chiarimenti sul vaccino e la pandemia al ministro della Salute Olivier Véran o all’immunologo Alain Fisher, incaricato dal governo di guidare proprio la campagna per l’inoculazione del trattamento.

Il gruppo si formerà il 10 gennaio e inizierà ad operare il 16, per controllare passo passo il processo che oggi è al centro delle polemiche in Francia. Soltanto poche centinaia di persone sono state infatti vaccinate dopo la prima settimana: nel paese, con 67 milioni di abitanti, nei primi sei giorni di campagna hanno ricevuto il farmaco solo 516 persone, mentre in Germania il totale della prima settimana ha superato i 200mila vaccinati e in Italia i 100mila. Milioni di persone sono state vaccinate invece in Usa e Cina.

La scelta di vaccinare prioritariamente i residenti nelle case di riposo e i lavoratori di questi stessi istituti, dettata dall’esigenza di vaccinare laddove si registrano di gran lunga più vittime, ha evidenziato diversi problemi non previsti. Primo fra tutti, l’attestazione del consenso alla vaccinazione da parte degli anziani residenti o, in certi casi, dei tutori legali. La responsabilità dei ritardi è stata attribuita a cattiva gestione e carenza di personale durante le vacanze di fine anno, oltre che da alcuni alla consultazione pre-vaccinale in cui il medico informa il paziente di benefici e rischi dei vaccini. Medici e politici di opposizione hanno chiesto oggi un accesso più rapido ai vaccini.

Una lentezza che ha spinto Macron a una riunione speciale con gli alti funzionari del governo oggi pomeriggio per discutere della strategia di vaccinazione e degli altri sviluppi legati al virus. L’attacco frontale al governo è arrivato anche dal presidente della regione francese del Grand Est, una delle più colpite sia dalla prima sia dalla seconda ondata del coronavirus, che ha denunciato oggi uno “scandalo di stato” per la lentezza della campagna di vaccinazione nel Paese. “Per me oggi siamo di fronte a uno scandalo di stato”, ha denunciato Jean Rottner, della destra dei Republicains, alla tv France 2. “Perseguiamo una politica che già in passato ha dimostrato di fallire: sulle mascherine, sui tamponi, oggi con i vaccini“. Rottner ha accusato una “forma di impreparazione, di irresponsabilità”.

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