Il 22 dicembre è stata confermata in appello la sorveglianza speciale a Maria Edgarda Marcucci detta Eddi, l’italiana che ha combattuto in Siria contro i jihadisti nelle Unità di protezione delle donne curde Ypj. Fino al marzo 2022 non potrà partecipare a riunioni pubbliche, rientrare a casa dopo le 21, uscirne prima delle 7, avvicinarsi a locali pubblici dopo le 18 ed altro ancora.

Anche se ha combattuto contro l’Isis (e non per, come altri italiani), è stata confermata “pericolosa” per aver mostrato di non credere nella bontà del capitalismo. Non solo le Ypj con cui ha combattuto affermano che lo Stato islamico è una manifestazione (la più estrema) dei caratteri patriarcali e parassitari che troviamo in tutto il mondo di oggi; Eddi ha preso parte prima e dopo la militanza in Siria a una miriade di manifestazioni ispirate da un’analoga condanna della società presente.

“Gravissime” attività, secondo i giudici, che comprovano il “paradigma di pericolosità soggettiva”. Manifestazioni No Tav, contro gruppi neo-fascisti o contro la vendita di armi alla Turchia vengono analizzate alla moviola, nel decreto, per trovare prova di “violenze” che, in mancanza di meglio, vengono riscontrate nelle sue supposte “pose marziali” (sic). Ogni fotogramma che la ritrae in un corteo o in un’azione femminista è passato al setaccio assieme alla lunghezza delle aste di bandiera da lei impugnate o i verbali dei diverbi con i controllori per una multa sul treno.

A questo è ridotto lo Stato che nel mondo musulmano mantiene rapporti istituzionali con ogni genere di boia: incarnazione del nichilismo terminale della civiltà occidentale, reagisce rabbiosamente alla pressione di centinaia di intellettuali e giuristi che hanno denunciato l’insensatezza di questo procedimento.

Le 24 pagine del decreto sembrano la favola del lupo e dell’agnello: un pretesto per aggredire si trova se si covano inconfessabili motivi. Quali? Non la legge. Arruolarsi in un esercito straniero non è vietato dai codici italiani se non si combatte in un’organizzazione definita terroristica; e nonostante le centinaia di manifestazioni che Eddi ha organizzato in Italia è sempre rimasta incensurata.

La scelta della sorveglianza è dovuta proprio a questo, unica limitazione della libertà e dei diritti civili che la repubblica si concede senza dover formulare accuse specifiche, ma in base a premonizioni – in questo caso politiche, poiché Eddi non ha altri oggetti del contendere con le autorità.

La procura generale stessa ha affermato in aula il 12 novembre che le sue attività non sarebbero rilevanti se non fossero “episodi spia” della sua “personalità”. Mi è stato fatto notare che questa espressione appartiene al gergo antimafia, dove infatti la sorveglianza speciale è spesso applicata. Sarebbe allora un travaso (non il primo) di strumenti affinati nel contrasto di aspetti della brutalità capitalistica (quella che Eddi contesta) in una sfera altra e opposta: quella della contestazione di quegli stessi fenomeni, dalla Siria alla Val Susa.

È un caso così clamoroso da rendersi inaugurale: chiunque dia fastidio per le sue attività politiche, anche se incensurato, potrà essere trattato più facilmente da oggi alla stregua di un mafioso, con tutta l’arbitrarietà che questo comporta; e il tracollo definitivo delle garanzie minime che l’opposizione politica (nel senso nobile e di sostanza) ha strappato nel tempo.

Se è stato possibile applicare una misura così assurda a una persona nota e apprezzata come Eddi, chi parlerà mai delle prossime e dei prossimi? Delle tante Nicoletta Dosio e Dana Lauriola che dobbiamo aspettarci nei prossimi anni, forse mesi? Questo è in ballo e il tribunale di Torino lo sa. Il destino che attende non i Berlusconi o i Renzi, descritti in questi decenni come perseguitati politici da una comunicazione demenziale, ma chi da sempre lo è: chi tenta il potere dei senza potere, per usare l’espressione di Václav Havel.

Perché proprio lei? Una figura come Eddi si presta all’emulazione, soprattutto tra le più giovani; un male, inevitabilmente, nella logica del tribunale, ma anche qualcosa contro cui questo provvedimento potrà fare ben poco. Del resto lo scrivono: ancora alla vigilia delle ultime udienze Eddi stessa occupava con un megafono i locali dove si sponsorizzava una vendita di tecnologie militari italiane alla Turchia. La formulazione della minaccia allestita da una forza sovrastante non ha avuto “effetto deterrente”: ecco gli “episodi spia” , ma al contrario.

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