Reato prescritto. Finisce così il processo calcioscommesse che dieci anni fa provocò un autentico terremoto nel calcio italiano. Il tribunale di Cremona, su richiesta del pm Davide Rocco, ha infatti emesso una sentenza di non dover procedere nei confronti degli imputati rimasti. Procedimento chiuso, quindi, per l’ex portiere della Cremonese Marco Paoloni, da cui tutto ebbe origine, l’ex bandiera di Lazio e Bologna Beppe Signori, il serbo Almir Gegic, l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista e il corriere Valerio Giosafatte. La maxi inchiesta era nata dall’accusa nei confronti di Paoloni di aver ‘drogato’ con un ansiolitico i suoi ex compagni della Cremonese durante l’intervallo della partita contro la Paganese del 14 novembre 2010. Fatto per cui Paoloni poi era stato assolto.

“Sono stati 10 anni di inferno, la mia vita è cambiata in tutto”, ha dichiarato l’ex bomber di Foggia, Lazio e Bologna oltre che della Nazionale all’uscita dal tribunale dove era l’unico imputato presente in aula. “Mi piaceva scommettere ma l’ho sempre fatto in modo leale e non ho mai truccato alcuna partita. Mi hanno rovinato la vita solo perché il mio nome garantiva interesse mediatico”, ha aggiunto. Sul perché non abbia rinunciato alla prescrizione, in modo tale da ottenere un’eventuale sentenza di assoluzione, la sua legale Patrizia Brandi ha spiegato che la vicenda è pesata già per troppi anni su Signori: “Rinunciare alla prescrizione per continuare il processo noi soli sarebbe una pazzia. Quanto andremmo ancora avanti? Due, tre anni?”.

“Nell’indagine sul Calcioscommesse ci sono state quasi 60 confessioni di calciatori che hanno raccontato come sono state truccate le partite di Serie A, Serie B e Lega Pro, ci sono centinaia di pagine di confessioni che raccontano come sono state manipolate decine di partite, chi corrompeva i giocatori – i cosiddetti ‘zingari’ (nelle carte dell’inchiesta) dei paese dell’ex est europeo – sono addirittura venuti dall’estero, dall’Ungheria e dalla Croazia per costituirsi e raccontare come corrompevano con decine di migliaia di euro i giocatori”. Il magistrato Guido Salvini ha ricordato tutti i fatti analizzati sul Calcioscommesse e ha commentato così la decisione dei giudici di dichiarare prescritto il procedimento nei confronti degli ultimi cinque imputati tra cui l’ex calciatore Beppe Signori. Salvini è il giudice che nel 2011 si è trovato a dover decidere su uno dei più grandi scandali che ha coinvolto il calcio e che portò il procuratore capo Roberto Di Martino a formulare le ipotesi di accusa nei confronti di un centinaio di indagati. “Le sentenze disciplinari della Giustizia sportiva nei confronti dei giocatori e delle squadre sono state rapide e molto severe. Una quindicina di imputati hanno patteggiato condanne alla fine delle indagini. Un fenomeno di corruzione che si stava estendendo a tutti i campionati è stato bloccato e molte squadre hanno approntato strumenti preventivi” ha aggiunto. “Ma se poi la giustizia in più di 9 anni non riesce a giungere ad una sentenza di primo grado sulle accuse e chiude tutto per prescrizione come un arbitro che fischia il finale di partita – ha concluso il giudice Salvini – qualcosa davvero nel nostro meccanismo non funziona. E questo è un incentivo a far ripartire un fenomeno che svilisce il mondo del calcio e i tifosi che credono in uno sport onesto”.

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