Prima il “parla come noi” dai banchi del centrodestra dopo il discorso in Senato, ora il messaggio chiaro e tondo: “Anche Renzi dice che il Paese è fermo? Bene, passi dalle parole ai fatti, visto che è lui che sta tenendo in piedi questo governo”. E la soluzione: “Ci fosse un governo lontano dalle mie idee che fa tante cose sarebbe una notizia positiva, ma l’effetto dei continui litigi tra Conte, Di Maio e Zingaretti è lo stallo totale, è tutto fermo”. Di più: “In Parlamento – dice Matteo Salvini a L’Aria che tira su La7 – ci sono molti stanchi delle promesse, delle chiacchiere e dei litigi dell’attuale governo, che potrebbero dare volentieri una mano a un governo di centrodestra fondato sulle libertà”. Così il leader della Lega ‘chiama’ il numero di Italia Viva alla rottura, sventolata a parole dall’ex presidente del Consiglio nell’aula di Palazzo Madama durante le dichiarazioni di voto sulla riforma del Mes. In maniera ancora più esplicita: “Sto lavorando per allargare il centrodestra”, chiarisce Salvini.

La Meloni “stupita” – L’abboccamento proposto dal leader della Lega è l’ultimo tappa delle tribolazioni aperte nella maggioranza da Renzi, ad iniziare dalla cabina di regia sul Recovery Fund. E il messaggio dell’ex vice-premier arriva nel giorno in cui Giorgia Meloni ha detto di “non capirlo” e si è definita “stupita” dalle aperture del Carroccio a una soluzione che non contempli le urne nell’immediato, se gli equilibri del Conte 2 dovessero saltare. “Mi interessa capire se davvero Salvini considera possibile in questa legislatura tornare con i Cinque Stelle o fare un governo con il Pd o se, come me, ha un unico orizzonte possibile: andare al voto con il centrodestra. Questa è l’unica cosa che importa – ha aggiunto – e sulla quale conto che spazzeremo via gli equivoci”.

Salvini: “Vivacchiano, meglio un governo di centrodestra” – “Io non entro al governo con il Pd, il M5s… Gli italiani non hanno un problema di rimpasti, ma hanno problemi molto più concreti. Noi abbiamo il dovere di dialogare con Conte, perché questo è il presidente del Consiglio – ha risposto Salvini – Poi dopo mi auguro che il governo cambi il prima possibile ma negli ultimi giorni, con il centrodestra unito, abbiamo potuto ottenere molte cose utili”. E chiarisce: “Io da Conte ci vado con tutto il centrodestra, sto lavorando per allargare il centrodestra”. Alla domanda se avesse parlato con Conte, Salvini ha replicato: “Gli ho mandato un Whatsapp dicendogli che sono disponibile: c’è un tema che mi preoccupa, la scuola. Non vorrei che il 7 gennaio si ricominciasse come a settembre. Lui mi ha risposto ‘troverò il modo di incontrarvi'”. “Per me prima si vota meglio è – ha aggiunto -, nel frattempo anziché vivacchiare ci potrebbe essere un governo di centrodestra”.

“Sostegno in Parlamento da chi ci sta” – Solo ieri il leader della Lega aveva parlato di una finestra di luglio per il voto. Problema: l’emergenza sanitaria non finirà prima della prossima primavera-estate. E a luglio comincia il semestre bianco: che si fa nel frattempo? “Non penso a governini o governetti. Certo, se ad accompagnare elezioni ci fosse una squadra più seria e competente dell’attuale, io da italiano ne sarei felice”, aveva spiegato sabato e ha ribadito in maniera ancora più esplicita oggi. “Sperando che per la primavera inoltrata, inizio estate la situazione sanitaria sia sotto controllo, per me prima si va a votare meglio è. Se poi nel frattempo evitiamo di tenere il governo litigioso degli Azzolina, Bonafede, De Micheli che non conclude nulla ma per qualche mese, fino a che si arriva al voto, ci fosse un altro governo, magari di centrodestra e sostenuto in Parlamento da chi ci sta, perché no?”. Insomma, Salvini usa toni e frasi completamente opposti a quelle di Renzi, che aveva spiegato come a suo avviso possano esserci i voti per un nuovo governo. Ma se si trasferiscono i concetti espressi dal leader della Lega su un calendario appare evidente come le elezioni anticipate prima dell’inizio del semestre bianco ma dopo la fine dell’emergenza coronavirus siano altamente improbabili.

Boschi: “No alla crisi, ma se c’è non credo si vada al voto” – A gettare acqua sul fuoco interviene Maria Elena Boschi: “Non vogliamo nessuna crisi. Conte ha detto che ha i ministri migliori del mondo e quindi per noi anche l’argomento rimpasto è chiuso. Non è quello l’obiettivo. Però possiamo dire che pur sostenendo il governo che abbiamo fatto nascere non siamo yes man? La priorità è usare bene quei fondi e, allo stesso tempo coinvolgerci”, ha detto la capogruppo di Iv alla Camera Mezz’ora in più. Ma lo scenario di un cambio di governo resta sul tavolo: “Se si dovesse aprire una crisi non credo che andremo alle elezioni. Intanto perché abbiamo tutta l’intenzione di eleggere un presidente della Repubblica nel 2022 europeista e non sovranista – ha spiegato – Poi se si aprirà la crisi saranno protagonisti il Parlamento e il presidente della Repubblica. Poi il M5S non ha intenzione di andare al voto, non solo per il problema del doppio mandato. Io non credo che si arriverà al voto, e mi auguro che non si arriverà alla crisi. Ma questo non può essere a tutti i costi. Non si può far finta di nulla”.

Fdi: “Governo ponte? Dura tre anni…” – Uno scenario ‘intercettato’ da una Meloni: “Se nasce un nuovo governo oggi dura tre anni, altro che ponte. Trovo un po’ anomalo che – nello stesso giorno in cui noi leader del centrodestra ci sediamo a un tavolo per coordinare le posizioni – senza avvertirci, prima si facciano aperture a un governo nel quale si prende in considerazione l’ipotesi di siglare un nuovo patto con Pd o M5s con l’obiettivo di far fuori Conte e, contemporaneamente, si annunci un colloquio con lo stesso Conte”. L’iniziativa di Salvini per allargare il centrodestra anche ai piccoli e l’ipotesi che d’ora in poi si decida a maggioranza, “certamente è un fatto positivo, ma ribadisco – ha detto Meloni in un’intervista a Il Corriere della Sera – non mi è piaciuto che alcuni di loro, pur dopo l’intesa, non abbiano votato la nostra mozione unitaria sul Mes. Il tavolo è una buona cosa – ha concluso – ma bisogna dimostrare di voler stare assieme nei fatti. Poi sul voto a maggioranza non so cosa si intenda, ma è chiaro che non tutti hanno lo stesso peso”.

Zingaretti: “Altro governo? Avventura pericolosa” – L’idea di un rimpasto o di un allargamento viene respinto anche Zingaretti. Il governo ha bisogno di un “rilancio”, spiega in un’intervista a Il Corriere della Sera in cui dice no a una crisi al buio. La fine di questo esecutivo, avverte, sarebbe “un’avventura pericolosa”. “Oggi siamo in una nuova fase: dall’emergenza occorre passare alla ricostruzione. Per fare questo occorre un rilancio, una ripartenza. Non bisogna nasconderlo, questa esigenza è avvertita da tutti. Dal Pd, dai 5 Stelle, da Italia Viva, da Leu e, sono convinto, anche dal presidente Conte”, dichiara Zingaretti. “Cercare di migliorare l’azione del governo Conte, al quale abbiamo creduto e continuiamo a credere, non è una mina posta sotto la stabilità del quadro politico, ma è la condizione stessa per andare avanti”. Quanto a Italia Viva, attacca: “Non accetteremo qualsiasi uso strumentale dei problemi che ci sono per perseguire progetti distruttivi”.

Crimi: “D’accordo con lui” – In merito a un rimpasto, “in piena emergenza e con ancora le code avvelenate del contagio del Covid-19, non è prioritario il tema degli assetti, degli organigrammi, degli equilibri di potere. Non ci interessa tutto questo. Ci interessa solo che la coalizione sia all’altezza delle sfide che oggi diventano via via più difficili”, sottolinea Zingaretti. Si tratta, spiega il capo politico del M5s Vito Crimi, dello “stesso che intendiamo noi”. In altri termini: “Zingaretti non parla di rimpasto né di nomi, ma di cose da fare. Zingaretti afferma cose che condividiamo. Occorre far percepire che il governo sta lavorando e quindi, anziché concentrarsi sulle beghe della governance del Recovery fund, chiudiamo al più presto possibile il piano e diciamo quante sono le risorse e come le spenderemo”, ha detto a Sky Tg24.

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