La Corte Costituzionale austriaca ha dichiarato illegittimo il divieto di fornire assistenza alle persone che intendono ricorrere al suicidio assistito. I giudici hanno così ribaltato la decisione della Corte penale del Paese che in una sentenza aveva stabilito che chiunque “induca un’altra persona a suicidarsi o gli dia aiuto per farlo” incorre in una pena detentiva compresa tra sei mesi e cinque anni. Oggi i giudici Costituzionali hanno anche deliberato che la messa al bando del velo islamico per le bambine nelle scuole primarie, introdotta nel 2019 dall’allora governo “Kurz 1”, è incostituzionale.

Suicidio assistito: “Divieto all’assistenza viola il diritto all’autodeterminazione”
I giudici hanno preso la decisione partendo da una serie di denunce, anche di due persone gravemente ammalate, e dopo averle esaminate ha stabilito che le parole “o gli dà aiuto per farlo” contenute nella sentenza della Corte penale sono incostituzionali e saranno rimosse dal codice alla fine del 2021. La Corte ha affermato che la clausola “viola il diritto all’autodeterminazione perché vieta ogni tipo di assistenza in tutte le circostanze”.

La Corte Costituzionale ha comunque confermato il resto della norma e la disposizione che stabilisce la stessa punizione per chiunque “uccida un’altra persona su sua richiesta seria ed enfatica”, affermando che il diritto all’autodeterminazione include il diritto a una “morte dignitosa” e il diritto di una persona che ha deciso di propria spontanea volontà di uccidersi ottenendo aiuto da un’altra persona. Ma non è chiaro cosa sarà consentito esattamente in Austria a partire dal 2022. La Corte ha affermato che i legislatori dovranno adottare misure per prevenire gli abusi e garantire che “la persona colpita non prenda la decisione di uccidersi sotto l’influenza di terzi”.

Incostituzionale il divieto sul velo islamico alle elementari
La Corte austriaca ha inoltre deciso di bocciare la messa al bando del velo islamico per le bambine nelle scuole primarie, introdotto nel 2019 dal primo governo Kurz, formato dai popolari Övp e dall’ultradestra dell’Fpö. Il provvedimento – stabilisce la Corte – interviene su una singola religione, l’Islam, senza una precisa motivazione, contraddicendo così il principio di neutralità religiosa dello Stato. Il ministro all’istruzione Heinz Fassmann della Övp (che ora governa con i Verdi) ha preso atto della sentenza, rammaricandosi però che “bambine non avranno la possibilità di svolgere l’iter formativo libere da costrizioni “.

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