“È stata la più grande e potente lotta alla povertà nella storia dell’umanità. Dopo 8 anni di lotta continua, abbiamo completato i compiti chiave per alleviare la povertà nella ‘nuova era’ come programmato”. Il presidente Xi Jinping ha annunciato davanti al Comitato permanente del Politburo che il Paese “ha sconfitto la povertà assoluta“, ufficializzando così “la vittoria” e notando che dal 18esimo congresso del Partito comunista cinese “il Comitato centrale ha unito e guidato l’intero partito e le persone di tutti i gruppi etnici del Paese” verso questo obiettivo. Xi ha poi sottolineato che “secondo gli standard attuali, i poveri delle aree rurali sono stati sollevati dalla povertà e tutte le contee povere sono state rimosse. In tutto, ha aggiunto, sono “quasi 100 milioni” le persone uscite dalla povertà.

Nel 2020 la soglia della povertà assoluta era stata fissata in Cina a 4mila yuan di reddito annuo, pari a circa 1,52 dollari al giorno, meno degli 1,90 dollari fissati dalla Banca mondiale. L’obiettivo era stato tracciato nel 2012, al momento della salita al potere di Xi: l’ufficializzazione cade alla vigilia di un anno strategico visto che nel 2021 la Cina celebrerà i 100 anni del Partito comunista, ed è maturata a pochi giorni dal 23 novembre, quando le ultime 9 contee ‘povere’ del Guizhou sulle iniziali 832 nazionali sono state tolte dalla lista critica.

Pur tra i dubbi sui parametri utilizzati e le situazioni che sfuggono spesso ai controlli ufficiali, la Cina ha fatto grandi progressi negli ultimi 40 anni: attualmente vanta 4 miliardari ogni 10 su scala mondiale, pur avendo ancora circa 600 milioni di persone sulla popolazione totale di 1,4 miliardi che vivono con un reddito mensile di 150 dollari o meno. Xi, nell’intervento, ha ricordato “il problema dello sviluppo squilibrato e insufficiente della Cina ancora prominente e il compito di consolidare ed espandere i risultati della riduzione della povertà rimane arduo”.

La quinta sessione del Comitato centrale, tenuta a fine ottobre, ha tracciato la visione strategica del nuovo piano quinquennale (2021-25) che punta a fare della Cina una potenza economica centrata sui consumi interni e autosufficiente per la tecnologia. Mentre nella visione di sviluppo di lungo termine, fino al 2035, l’obiettivo ambizioso è la creazione di “una grande nazione socialista e moderna”, un leader dell’innovazione e con un reddito pro capite da “Paesi moderatamente sviluppati”, di fatto triplicando i 10.262 dollari del 2019 per raggiungere nazioni come Corea del Sud e Spagna.

Gli obiettivi economici e sociali più dettagliati prenderanno invece maggiore consistenza alla riunione annuale di marzo del parlamento. La strategia, anticipata a maggio da Xi, è quella della ‘doppia circolazione’, usata nel 2008 durante la crisi finanziaria. La Cina vuole essere autosufficiente con la circolazione interna: i cicli di produzione, distribuzione e consumi potranno contare sull’enorme bacino di 1,4 miliardi di abitanti riducendo la dipendenza dall’export.

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