“Nei colloqui che ho avuto con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non mi è stato mai chiesto di fare il commissario, né l’ho chiesto io. Né mi vedo neanche in quella funzione, il commissario ha competenze che io non ho. Questa eventualità della mia nomina a commissario non l’ho mai discussa con nessuno”. Queste le parole del fondatore di Emergency, Gino Strada, nel corso di una conferenza stampa convocata per affrontare i punti principali dell’intervento in Calabria, dopo un primo sopralluogo all’ospedale di Crotone, alla struttura ospedaliera San Giovanni di Dio.

“Mi fermerò almeno tutta questa settimana, vedrò il commissario Longo nei prossimi giorni a Catanzaro. Di certo, il nostro contributo non sarà uno spot, sarò presente qui come tutta Emergency”, ha continuato Strada. “Spero che la politica non arrivi a condizionare il nostro lavoro, che non è quello di rimettere in sesto la sanità calabrese, ma di aiutare chi ha bisogno adesso ad affrontare l’emergenza Covid. Le premesse per lavorare ci sono tutte, verificheremo nei prossimi giorni”.L’intervento a Crotone di Emergency sarà attivo a breve: “Non si tratta di un ospedale da campo, abbiamo preso in consegna parte dell’ospedale in muratura, ci stiamo allestendo un reparto Covid con una trentina di letti che sarà ultimato entro un paio di giorni e dovrebbe essere sufficiente per far fronte alle richieste”.

Gino Strada ha anche replicato al presidente facente funzioni calabrese, il leghista Nino Spirlì, che lo aveva attaccato nei giorni in cui il suo nome era stato evocato come possibile commissario, dopo il pasticcio delle nomine, con l’uscita di scena del commissario Saverio Cotticelli e le dichiarazioni controverse del suo sostituto, poi dimesso, Giuseppe Zuccatelli. “Le parole di Spirlì? Non faccio il missionario, tanto meno in Africa. L’Afghanistan non si trova in Africa. Mentre si trova in Calabria il nostro ambulatorio di Polistena che è aperto e lavora da diversi anni, nonostante l’attuale presidente non se ne sia mai accorto”, ha tagliato corto.
Per poi invocare il ritorno di una sanità pubblica efficiente, in particolar modo in Calabria: “Qui è evanescente, mentre è ricca l’offerta del privato, a pagamento. Io credo che la sanità privata abbia diritto di cittadinanza, purché rispetti le leggi. Ma dovrebbe svolgere il proprio ruolo con i propri soldi, non con i soldi della sanità pubblica“. Un legame, quello tra sanità pubblica e privati, che per Strada va spezzato anche per allontanare le mafie, da sempre – come confermano anche le ultime inchieste – infiltrate nel sistema della sanità calabrese (e non solo). “Oggi il primo passo è quello di fare una netta separazione fra sanità pubblica e il resto. Occorre rompere questo legame per cui chiunque ha intenzione di investire nella sanità privata, la prima cosa che fa è convenzionarsi con sistema sanitario nazionale, così da mettersi nelle condizioni di agire come privato, utilizzando soldi della sanità pubblica. Se si rompe quel legame ci si accorgerà che diventeranno molto meno gli investimenti nel settore sanitario da parte di chi vuol far soldi, da parte di chi ha intrallazzi con la politica e anche con la malavita

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