Il primo Natale con il coronavirus è il tema del dibattito in Italia così come nel resto d’Europa. Oggi le Regioni si sono riunite per fare il punto sulle nuove misure in vista delle ferie natalizie, dagli spostamenti alle aperture, dai divieti al coprifuoco: in particolare, i governatori chiedono che siano consentiti gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore. Se il governo sembra intenzionato però a tenere la linea dura, la spinta a maggiori aperture si scontra anche con le raccomandazioni che arrivano da Bruxelles. Nelle linee guida che saranno pubblicate mercoledì sulle misure anti-Covid per il Natale, la Commissione europea raccomanda di valutare di “non permettere la celebrazione delle messe“. In particolare chiede di “considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv o alla radio“.

Le richieste delle Regioni – Le Regioni si sono trovate oggi, in collegamento streaming, per cercare l’intesa sulle linee guida da portare sul tavolo del governo domani quando incontreranno il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, quello della Salute, Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Un documento comune che riassuma le richieste dei vari governatori sul nuovo dpcm, in vigore dal 4 dicembre, con le disposizioni per regolare il periodo natalizio. Il divieto di assembramento dovrà essere il “principio cardine” sul quale poi incentrare il nuovo Dpcm, che nelle intenzioni delle Regioni dovrebbe anche prevedere la chiusura dei confini sulle Alpi. Dalla Conferenza è arrivato, inoltre, l’invito al governo ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore, anche se l’intenzione di Palazzo Chigi sembra essere quella di vietarli dal 19 o 20 dicembre fino alla Befana. “Riteniamo che tra una Regione gialla e un’altra gialla, tra una rossa e un’altra rossa, ci si debba poter spostare visto che il virus circola in egual modo. In base al principio dei vasi comunicanti chiederemo al governo di consentire gli spostamenti interregionali”, ha spiegato il presidente della Liguria, Giovanni Toti.

Le linee guida di Bruxelles – Nel documento circolato nelle ultime ore, e che potrebbe ancora cambiare fino al via libero definitivo, la Commissione europea insiste invece sulla necessità di proseguire sulla strada del distanziamento sociale e delle mascherine, consigliando di mantenere il coprifuoco, anche in occasione dell’ultimo dell’anno. Il suggerimento è quello di trascorrere festività all’insegna della “prudenza” e della “cautela” per evitare una recrudescenza delle infezioni. Come ha detto la presidente Ursula von der Leyen a più riprese, “occorre evitare gli errori” del periodo estivo. Proprio in questa direzione va anche l’indicazione di un rientro scolastico ritardato di una settimana, in modo da creare un periodo cuscinetto al ritorno dalle vacanze. L’Esecutivo comunitario non entrerà invece nella questione degli sport invernali. “Le competenze di Bruxelles sono limitate, si sottolinea, e queste sono decisioni che competono agli Stati membri”. La Commissione però sollecita al “coordinamento” e “all’informazione reciproca” tra Paesi, soprattutto tra quelli vicini, anche per evitare difficoltà nelle zone di frontiera.

Zingaretti contro chi vuole riaprire – “A chi dice ‘riapriamo tutto’ rispondo ‘errare è umano perseverare è diabolico’. E mi riferisco ai prossimi provvedimenti che dovrà emanare il governo tra pochi giorni“, scrive su Facebook Nicola Zingaretti. Il presidente della Regione Lazio e numero uno del Pd ricorda ai colleghi che “solo a novembre in Italia ci sono state oltre 16mila vittime del Covid. Ora la curva sta calando solo grazie alle regole di contenimento e ai comportamenti delle persone. Un’altra esplosione del contagio, dovuta alla sottovalutazione del rischio, sarebbe un colpo verso l’economia e il lavoro, uno schiaffo alla sofferenza delle persone, alla memoria delle vittime e un insulto all’impegno degli operatori sanitari”. “Dobbiamo cercare misure che evitino il tana libera tutti: per il periodo natalizio è necessario limitare gli spostamenti“, è anche la posizione del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Toti insiste per rivedere i parametri – Le sue parole e quelle di Zingaretti sono chiaramente indirizzate ai quei governatori che più di altri spingono per allentare le restrizioni in vista delle festività natalizie. Tra questi c’è appunto Toti, che torna a insistere anche sulla necessità di rivedere i criteri per assegnare i territori alle diverse fasce di rischio rossa, arancione e gialla: ovvero proprio quel modello che ha consentito di invertire l’andamento dei contagi ed evitare al contempo un lockdown generalizzato. “Le Regioni ribadiscono che occorre non solo semplificare ma anche qualificare il processo decisionale, cioè sapere come vengono interpretati i parametri, quanto pesano nel processo decisionale e sostanzialmente farne parte”, ha detto Toti. Secondo il governatore, “occorre accorciare i tempi, fare più attuali le decisioni e accorciare anche il meccanismo di uscita dalla zona rossa ad arancione o da arancione a gialla, che nell’attuale dpcm attiene a 21 giorni di calendario. Riteniamo si possa fare in modo più rapido“, ha detto Toti nel punto stampa quotidiano.

No agli assembramenti e chiusura confini – “Risulta secondo le Regioni poco convincente che in alcune attività si possa creare anche un involontario assembramento, e il riferimento è alle foto apparse sui quotidiani circa le principali vie dello shopping – ha sottolineato Toti – e al contempo si vietino altre attività che magari assembramento ne creano di meno. Occorrerà tenere presente che servono altre misure che siano corrette, giuste ed eque“. Sullo sci, le Regioni “si sono interrogate sulla possibile chiusura dei confini nazionali per evitare che il nostro pubblico vada a sciare in Svizzera, Slovenia o Austria“, ha aggiunto Toti. In attesa del confronto con il Governo sul nuovo Dpcm, le Regioni hanno inoltre valutato la possibilità di “riaprire gli impianti sciistici per i soli ospiti degli hotel e proprietari di seconde case, in modo da dare una parziale compensazione agli impianti di risalita e alle località sciistiche”. Anche Luca Zaia, pur confermando “lo spirito collaborativo” con cui le Regioni affronteranno il confronto con il Governo, auspica che vengono fissati “dei pilastri e a cascata ci saranno delle misure. Partire dal fatto ‘tu sì, tu no’ non mi sembra un buon metodo di lavoro. Io penso che venga prima di tutto la salute, non si dica che questa amministrazione fa i conti con la calcolatrice”. La linea di Palazzo Chigi resta comunque quella della prudenza perché non si può sbagliare come accaduto in estate. “Dicembre ci può consentire di mettere in sicurezza tutto il Paese, incrociando così in primavera la campagna vaccinale“, spiega il ministro Boccia che, riferendosi alla proposta del presidente della Liguria Toti, di creare una ‘zona bianca’, ammette: “Lo sogniamo tutti” ma “tra qualche mese“.

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