“Vogliamo che il patrimonio di Alberto Genovese sia interamente devoluto ai centri antiviolenza e alle donne maltrattate”. È questo l’appello delle attiviste milanesi di Non Una di Meno che nella giornata contro la violenza sulle donne hanno manifestato di fronte alla sede di Prima Assicurazioni a Milano. “Nonostante dopo le ultime notizie sia stato rimosso dal ruolo di CEO, Genovese rimane il primo azionista, con il 58,3% quindi le chiacchiere stanno a zero” spiegano in una nota le attiviste ribadendo che “Genovese non è una mela marcia isolata”. I numeri delle violenze contro le donne e le soggettività Lgbtqia+ sono “allarmanti e decisamente peggiorati nel periodo di lockdown. 104 femminicidi da gennaio 2020, di cui ben 44 negli 87 giorni del primo lockdown: uno ogni due giorni”. Per questo motivo le attiviste hanno lanciato la costruzione di una “zona fucsia contro il virus del Covid e del patriarcato”. Un appello che sarà rilanciato da anche sabato pomeriggio alle 15 di fronte al Palazzo della Regione Lombardia con un’azione collettiva di Non Una di Meno per “liberarsi dalle violenze fisiche e psicologiche, dai condizionamenti, dai ricatti lavorativi e dalle mancanze di servizi sanitari”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Con il lockdown è aumentata la violenza sulle donne: nel 2020 uccisa una donna ogni 3 giorni, raddoppiano i femminicidi-suicidi

next
Articolo Successivo

Violenza sulle donne, dopo l’appello di Chiara Ferragni ho una domanda per lei

next