La ripresa nel 2021 sarà “verosimilmente più lenta del previsto”. È la previsione di Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, ascoltato in audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Per ripartire, quindi, sarà cruciale sfruttare al meglio le risorse che arriveranno dall’Europa, con un Recovery plan che sia dettagliato ed eviti “sprechi, ritardi e inefficienze“. Secondo Bankitalia, la manovra che il governo sta elaborando avrà un impulso espansivo “di circa 2 punti percentuali del Pil in media all’anno” nel 2021 e nel 2022. Gaiotti sottolinea l’importanza di aver destinato una parte delle risorse “al sostegno delle famiglie più vulnerabili e dei settori economici più colpiti”. Così come Palazzo Koch promuove l’assegno unico per i figli introdotto a partire da luglio: “E’ un istituto importante perché rivolto a tutti i nuclei familiari”, compresi quelli incapienti oggi esclusi da molti benefici.

Nel quarto trimestre 2020, ha spiegato Gaiotti, “è plausibile una flessione del Pil anche se più contenuta rispetto alla primavera. È probabile che il risultato per l’anno risulti comunque in linea con quanto prefigurato in ottobre”. Il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha poi sottolineato l’importanza di come verranno gestiti i miliardi del Next Generation europeo: “L’entità dell’effetto macroeconomico dei progetti di investimento e di riforma dipenderà soprattutto dalla loro definizione concreta nell’ambito del Piano nazionale di rilancio e resilienza e dalla loro attuazione tempestiva. Andrà posta grande attenzione alla fase esecutiva, precisando i dettagli ed evitando sprechi, ritardi e inefficienze”. Gaiotti ha poi ribadito che il Recovery Fund “è un’occasione da non perdere per rilanciare la crescita e la produttività dell’economia italiana”.

Una parte delle risorse della legge di bilancio “è opportunamente destinata al sostegno delle famiglie più vulnerabili e dei settori economici più colpiti. Preservare imprese temporaneamente in difficoltà ma fondamentalmente solide è essenziale per evitare che la crisi abbia ripercussioni permanenti sull’economia”, così come “proteggere i redditi delle famiglie è indispensabile, oltre che per contrastare un aumento delle diseguaglianze, per sostenere la domanda, in un quadro congiunturale che rimane debole e incerto”, ha proseguito Gaiotti in audizione sulla manovra. “In prospettiva, passata la fase emergenziale, – ha puntualizzato – andranno attentamente valutati i costi di un prolungamento delle diverse misure oltre quanto richiesto dalla durata della crisi”.

“La dimensione dell’impulso espansivo dei provvedimenti che il governo programma con la manovra è significativamente più ampia di quella misurata dalla variazione dell’indebitamento netto: si può valutare che essa sia dell’ordine di circa 2 punti percentuali del Pil in media all’anno nel prossimo biennio”, è la stima di Bankitalia. Nel 2023, ha aggiunto Gaiotti, l’impatto sarà invece pari a 1,3 punti. La legge di bilancio 2021 fa aumentare il ”disavanzo di 37 miliardi di euro”. Le misure sono rappresentate per tre quarti “da aumenti di spesa”.

L’introduzione del nuovo assegno universale per i figli “è un istituto importante perché rivolto a tutti i nuclei familiari, incluse diverse categorie di lavoratori autonomi e le famiglie fiscalmente incapienti, oggi escluse dai benefici di molti degli strumenti”, ha affermato ancora Gaiotti. Che però ha avvertito: i dettagli “andranno definiti sulla base di una attenta valutazione dei profili di efficienza e di equità”. Andrà in particolare valutata “l’opportunità di contenere gli effetti di disincentivo all’offerta di lavoro che potrebbero derivare dall’utilizzo dell’Isee come indicatore per quantificare l’ammontare del beneficio e la possibilità di correggere la penalizzazione per i figli dei nuclei familiari numerosi beneficiari del Reddito di cittadinanza, con il quale l’assegno sarà congiuntamente erogato”.

L’audizione dell’Ufficio parlamentare di bilancio – Focalizzata sui numeri della manovra l’audizione del presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro che ha indicato in un meno 3% il probabile andamento del Pil nel quarto trimestre del 2020. Si tratterebbe di un dato “in linea con le previsioni della Nadef”. Sarà invece difficile centrare l’obiettivo di crescita programmatico per il 2021, pari a +6%. Più facile che la crescita si collochi introno al 5%. Già ieri il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva prospettato il rischio di una crescita 2021 inferiore a quanto sinora previsto.

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