In Europa, alle prese con la seconda ondata di Covid, l’attenzione è concentrata anche sulle prossime settimane e sui provvedimenti o le riaperture in vista del Natale e delle festività. Angela Merkel pensa a una strategia per concedere alcuni allentamenti senza vanificare gli sforzi delle restrizioni, mentre in Italia le regioni del Nord, anche se in zona rossa o arancione, spingono per la riapertura degli impianti sciistici, dimenticando le conseguenze dell’estate e delle infezioni avvenute su spiagge e discoteche. In Austria gli impianti resteranno chiusi “almeno fino al 6 dicembre”, giorno che coincide con la fine del lockdown, ed è già stato deciso che i celebri mercatini di Natale quest’anno non ci saranno. Nel Paese in cui la cui popolare località sciistica di Ischgl fu teatro del primo grande focolaio europeo di Covid, si punta a uno screening di massa per far ripartire economia, scuole e anche lo sci alla fine del lockdown. Sulla riapertura degli impianti sciistici, tuttavia, il governo di Vienna resta ancora molto cauto, anche se il settore turistico sogna una ripresa entro Natale.

Il tema è di attualità anche in Francia, dove il governo ha fatto sapere che “entro i prossimi giorni” deciderà sulla riapertura o meno delle stazioni sciistiche per Natale e che “due le opzioni sono ancora allo studio viste le incertezze sull’evoluzione della situazione sanitaria”. Nelle ultime ore sono state consultate le principali organizzazioni del settore per fare il punto non solo sulle attività sportive all’aperto ma anche sul tempo libero post sci nelle località di montagna che potrebbe essere foriero di scambi e quindi contagi. Allo studio del governo francese ci sono diversi scenari, dalla “definizione di un protocollo sanitario specifico” all’erogazione di un compenso economico per le imprese e i lavoratori del settore in caso di chiusura delle stazioni. In ogni caso la decisione della Francia terrà conto anche di quelle dei Paesi vicini. E qui la vicenda si complica. Perché ogni nazione contro la seconda ondata ha adottato misure diverse, con tempi diversi.

Diversa la situazione in Svizzera, dove le stazioni sciistiche sfuggono per ora alle misure di lotta al coronavirus. “Non vi è un divieto alla pratica dello sci. Ma i responsabili delle stazioni sciistiche devono sottoporre un progetto di protezione e spetta ai cantoni approvarlo, assicurarsi che sia valido e rispettato”, ha spiegato il portavoce dell’Ufficio federale della sanità pubblica, Daniel Dauwalder. Nella Confederazione, molte disposizioni per combattere la pandemia sono adottate a livello cantonale, ma fino ad oggi nessun cantone limita la pratica dello sci. Sulle piste e nei dintorni ci saranno però regole più severe rispetto alle scorse stagioni. Si tratta tra l’altro di garantire le distanze, le misure di igiene e l’obbligo di indossare la mascherina in alcune circostanze.

Il direttore degli impianti di risalita grigionesi di St. Moritz/Engadina già un mese fa annunciava una stagione con alcune novità. Su tutti gli impianti di risalita al chiuso – ad esempio funivie, ovovie e ferrovie di montagna – è previsto l’obbligo di indossare la mascherina. A Zermatt, ai piedi del Cervino, il sito dell’ufficio del turismo annuncia che l’intera infrastruttura della ferrovia di montagna e della funivia “è a disposizione degli ospiti quest’inverno, con le precauzioni di sicurezza necessarie per garantire la salute di ospiti e dipendenti”. Anche nella regione dell’Oberland bernese, è previsto l’obbligo di mascherine protettive sui treni e nelle cabine di risalita.

Sembrerebbe solo rimandata a dicembre invece la stagione in Germania, dove di solito si apre a metà novembre. La cancelliera Angela Merkel avrà un incontro con i Lander il 25 novembre, dove si discuterà anche dei tanto amati mercatini di Natale, e se non sarà prolungato il lockdown soft imposto a inizio novembre i primi impianti potrebbero aprire già il primo dicembre. A Feldberg, nella Foresta nera, dove c’è il più grande resort sciistico della Germania, sono già pronte misure contro il virus che prevedono, in caso di necessità, accessi limitati alle piste e obbligo di mascherina. Infine, in Slovenia, tutte le principali stazioni sciistiche si stanno preparando per la stagione invernale, in attesa di neve e temperature adeguate, ma anche del rilascio di alcune misure restrittive legate al Covid-19. Tutti i portali dei principali impianti sciistici permettono di acquistare skipass, con promozioni fino alla fine del mese, così come è possibile prenotare strutture alberghiere.

(immagine d’archivio)

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