“Mi dicano perché mi hanno trasferita, in base a cosa, quali sono le motivazioni?”. Apre le braccia Felicia Laquidara mentre si chiede il perché del trasferimento dall’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, dove era direttore sanitario, a quello di Milazzo, e da lì addirittura a Lipari: “Il ministero richiede un direttore sanitario su Lipari e in una nota chiedono la mia supervisione su quell’ospedale”. Quasi un confino, di sicuro da molti nel Messinese visto come una punizione, perché la rimozione di Laquidara è stata decisa dall’Asp di Messina subito dopo il servizio del Tg1 che mostrava l’interno dell’ospedale, una stanza con due presunti posti letto di rianimazione Covid nell’abbandono, ed una adibita a deposito, piena di macchinari ancora imballati. Così che il Pd di Barcellona punta il dito: “Esprimiamo solidarietà – esordiscono in una nota il segretario cittadino Nino Novelli ed il consigliere comunale David Bongiovanni – nei confronti dei giornalisti del Tg1, autori del servizio, e della dottoressa Felicia Laquidara, ex responsabile della stessa struttura, rimossa dall’incarico con provvedimento punitivo del Direttore generale dell’Azienda sanitaria”.

Sui posti Covid fantasma perfino la procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata da Emanuele Crescenti, ha aperto un’inchiesta. Dovevano, infatti, essere dieci, con un finanziamento di quasi 2 milioni di euro, ce ne sono due, secondo quanto ha confermato il direttore dell’Asp di Messina, Paolo La Paglia, ma non sono stati mai utilizzati, e non risultano neanche nelle piattaforme del ministero della Salute e della Protezione civile. Invece, subito dopo il servizio del Tg1 il primo provvedimento preso da La Paglia è stato il trasferimento di Laquidara, perché la troupe ha girato immagini all’interno dell’ospedale senza autorizzazione: “Quel giorno non ero neanche in servizio”, sottolinea lei. Per quelle immagini, La Paglia ha perfino diramato un comunicato stampa in cui annunciava querela nei confronti del Tg1, “La direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina, ha sporto in data odierna denuncia-querela per l’esecuzione del servizio televisivo registrato all’interno del “Covid Hospital di Barcellona”, andato in onda il 17 novembre su RaiUno Notiziario Tg delle ore 20,00”.

Nota alla quale ha subito risposto l’Assostampa messinese in una nota: “Il direttore generale Paolo la Paglia preannuncia querela contro i giornalisti, ma evita accuratamente di rispondere alle gravose problematiche sollevate dal servizio”. E di tutt’altro tono sono stati i toni successivi di La Paglia in una nuova nota, in cui “comunica che l’Asp di Messina non ha denunciato alcun giornalista; preso atto che nessuna autorizzazione è stata mai concessa per l’ingresso di una troupe televisiva al Covid Hospital di Barcellona, con intento cautelativo e ai fini di eventuali possibili responsabilità medico-legali, è stato ritenuto necessario esporre l’accaduto a chi è preposto ad accertare i fatti”.

Trasferimenti, annunci di querele, e una strenua difesa: “Nessuna ritorsione – ribatte La Paglia – la dottoressa non ha subito nessuna sospensione o intervento disciplinare, e la necessità di avere un direttore sanitario su Lipari c’è stata comunicata adesso dal ministero in una nota. Si tratta di una semplice mossa cautelativa dal momento che era il direttore di presidio e la troupe è entrata in un centro Covid liberamente, non si può entrare senza autorizzazione in un ospedale, figuriamoci in un centro Covid, quell’ingresso ha messo tutti in pericolo. Tutto qui”. Mentre riguardo ai posti inutilizzati: “Barcellona è un centro Covid a bassa e media intensità. E sono ben felice che arrivino i Nas ad accertare quanto fatto da noi. Ci sono due posti di terapia intensiva Covid, vuoti perché non c’è stata necessità di occuparli, ma attivabili in qualsiasi momento, mentre il materiale imballato è frutto di donazioni temporaneamente conservate lì ma disponibili in qualsiasi momento per tutte le strutture della provincia di Messina”.

Eppure, secondo fonti interne all’ospedale, infatti nella notte tra giovedì e venerdì un paziente ricoverato a Barcellona si è aggravato ed è stato trasferito al Policlinico di Messina: perché? Per il Cutroni Zodda, poi, non sembra esserci pace: proprio ieri l’apparecchiatura che processa i tamponi molecolari rapidi si è rotta. “Ma verranno processati all’ospedale di Milazzo che è a pochi chilometri”, assicura il nuovo direttore sanitario, Giuseppe Cocuzza. Intanto è il Pd di Barcellona a chiedere la rimozione di La Paglia, vista la “conclamata incapacità gestionale della attuale dirigenza dell’Azienda Sanitaria – scrivono – aggravata da un approccio autoreferenziale nei rapporti con tutti gli altri soggetti territoriali, che impedisce l’instaurarsi di un clima sinergico e collaborativo, indispensabile per far fronte adeguatamente all’emergenza che stiamo vivendo. Alla luce di queste considerazioni, il Partito Democratico di Barcellona Pozzo di Gotto sollecita ed invoca l’intervento di tutte le autorità preposte, affinché venga prontamente rimossa e sostituita l’attuale dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina”. Mentre Laquidara annuncia ricorso contro il provvedimento e promette: “Tornerò a Barcellona”.

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