Ciao CALCIO“. Inizia così il post d’addio di Giampaolo Pazzini. Il giocatore nato a Pescia ha deciso di dire basta con il calcio giocato a 36 anni, dopo la fine del suo contratto che lo ha legato fino allo scorso 1 settembre al Verona. Una carriera lunga 17 anni, 590 presenze e 190 reti. Passata dall’Atalanta alla Fiorentina, fino al doppio approdo milanese tra Milan e Inter. Con una parentesi in Spagna al Levante. Ma tra tutti questi viaggi c’è n’è uno che ha segnato l’immaginario della Serie A degli ultimi quindici anni: la Sampdoria e la coppia con Antonio Cassano. Per il mondo blucerchiato niente è stato più simile a Vialli e Mancini di loro due. Una sinergia iconica che ha trascinato i doriani verso i risultati migliori degli ultimi venticinque anni. Un fantasista ribelle e istintivo e un pragmatico finalizzatore.

Tutto inizia il 15 gennaio 2009. Cassano è a Genova già da un anno e mezzo. La Sampdoria ha deciso di investire 9 milioni di euro su Giampaolo Pazzini e di affidargli la maglia numero 10. Ha 25 anni, grandi doti ma tra queste non c’è la costanza di rendimento. Fino a quel momento il suo nome è associato alla tripletta siglata nel 2007 a Wembley nella sfida U.21 tra Italia e Inghilterra. Sotto le mani di Mazzarri però il Pazzo si sblocca. Con Cassano l’intesa è immediata e naturale. In sei mesi realizza ben undici reti in campionato. Tra le quali, la più bella, è quella contro il Milan di Ancelotti. Cassano – già autore dell’uno a zero – ispira Pazzini. Finta su Bonera e destro sul secondo palo. Segna anche in finale di Coppa Italia contro la Lazio, ma la Sampdoria perde ai calci di rigore. La delusione viene mitigata dalla sensazione di essere solo all’inizio di un percorso. L’anno seguente i due trascinano la squadra di Del Neri nei piani alti della classifica. Viene anche toccata la vetta solitaria quando Pazzini piega l’Inter di Mourinho. Alla fine del campionato le reti sono 19. Tutte, o quasi, confezionate da Cassano. Tra queste anche le due che decidono il campionato 2009/10.

È il 25 aprile 2010 quando la coppia Cassano-Pazzini da vita alla sua prestazione più famosa. All’Olimpico scudetto e qualificazione alla Champions League si intrecciano. La Roma vuole mantenere il punto di vantaggio sull’Inter e infatti il primo tempo è un dominio romanista. Totti segna l’uno a zero ma i giallorossi hanno almeno altre tre occasioni per il raddoppio. Quella che parte al 54esimo è praticamente la prima azione dei blucerchiati. Dalla sinistra Cassano resiste alle cariche di Menez e Burdisso e mette in mezzo un cross perfetto per la testa di Pazzini. È uno a uno. I giallorossi si riversano nella metà campo avversaria ma il risultato non si sblocca. Si arriva così al minuto 85. La difesa della Roma è scoperta e Mannini se ne va via in contropiede. Cross basso per Pazzini che in scivolata segna. La rete vale lo scudetto all’Inter. Per la Roma è la prima sconfitta dopo 24 incontri. Grazie a quei tre punti la Sampdoria centra la qualificazione alla Champions League dopo 19 anni di attesa. Il Palermo chiude l’anno appena due punti sotto: 67 a 65.

Per accedere ai gironi c’è però un turno preliminare da superare. Sulla panchina blucerchiata non c’è più Del Neri, passato alla Juventus. Al suo posto è stato scelto Di Carlo. Ai doriani tocca il Werder Brema. L’andata in Germania termina tre a uno. La rete della speranza la segna proprio Pazzini all’ultimo minuto. Il 24 agosto al Ferraris serve un’impresa. In quindici minuti però Pazzini ribalta il risultato. Prima con un colpo di testa e poi con un meraviglioso tiro al volo. La Sampdoria domina e i tedeschi non riescono a reagire. Il colpo di tacco di Cassano a cinque dalla fine sembra il classico punto esclamativo sul match. Tre a zero. Ma nell’ultima azione Rosenberg difende palla sulla trequarti, si crea lo spazio per il tiro e in diagonale batte Curci. Per la Sampdoria è una beffa. Nei supplementari Pizarro completa l’opera e la partita finisce tre a due. In Champions League ci vanno i tedeschi.

Quello che doveva essere uno dei momenti più memorabili della coppia Pazzini-Cassano si trasforma invece nell’ultima diapositiva. L’eliminazione infatti condiziona tutta la stagione della Sampdoria. In campionato i risultati non arrivano e nel mercato di gennaio i due se ne vanno, direzione Milano. Cassano in rossonero e Pazzini in nerazzurro (vince una Coppa Italia). Per i doriani l’annata si conclude addirittura con la retrocessione in B e le lacrime di Palombo sotto la curva. Le carriere di Pazzini e Cassano si intrecciano ancora una volta. Nell’estate 2012 i due sono protagonisti di uno scambio di mercato. Il pesciatino va al Milan e il barese all’Inter. Solo uno dei due, alla fine, torna a Genova. È Cassano. Ha 33 anni e viene dagli anni di Parma. Ma non è più la stessa cosa.

Twitter: @giacomocorsetti

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