La ‘censura’ di Nicola Morra dal programma Titolo V di Rai 3 diventa un caso politico che coinvolge i vertici dell’azienda di viale Mazzini. Mentre il senatore, presidente della commissione Antimafia, è tornato a scusarsi con chi si è sentito offeso per le frasi sulla malattia di Jole Santelli, pur rivendicando il concetto, è Andrea Orlando a intervenire in maniera netta sulla cancellazione dell’ospitata sulla terza rete del servizio pubblico: “Tocca al direttore generale della Rai o a un direttore di rete stabilire ciò che un esponente politico può dire. Credo che quello che è avvenuto a Morra, al di là delle sue discutibilissime opinioni, costituisca un precedente gravissimo per la vita democratica”, scrive su Twitter il vicesegretario del Pd. Linea simile a quella sposata anche dal sindacato dei giornalisti Rai e da Italia Viva ed M5s, che nel merito aveva preso le distanze dalle frasi di Morra sull’ex presidente della Regione Calabria, deceduta a ottobre. Mentre il centrodestrache ieri con Antonio Tajani e Giorgio Mulè, entrambi giornalisti, aveva protestato per l’ospitata – insiste nel pressing, chiedendo le dimissioni del senatore dalla presidenza della commissione Antimafia, alle cui sedute i componenti di Lega e Fratelli d’Italia hanno annunciato di non voler più partecipare.

Morra, dal canto suo, è tornato difendersi: “Dimettermi da presidente della commissione Antimafia? Piacerebbe a tanti ma io credo che anche quello che è accaduto ieri sia un episodio all’interno di una strategia, perché quando dai fastidio a Cosa Nostra, la mafia e la ‘ndrangheta, come ci hanno insegnato, allora bisogna sporcare, infangare e delegittimare”, ha detto a Omnibus su La7. “Questo è il Paese dell’ipocrisia e dei sepolcri imbiancati in cui forse qualcuno, facendo servizio pubblico, reputa che il presidente di commissione Antimafia piuttosto che essere severamente esaminato, dai giornalisti debba essere semplicemente escluso dalla partecipazione ad una trasmissione – ha aggiunto Morra – Il servizio pubblico può tranquillamente intervistare il figlio di Totò Riina, Salvatore Buzzi (in realtà fu intervistato da La7 non dalla Rai, ndr) però il presidente della commissione Antimafia non può essere scartavetrato dai giornalisti”.

La Rai – che si “rammarica” per le “modalità” con cui è stata comunicata la decisione – ha risposto con una nota al dibattito scatenato dall’esclusione di Morra dalla lista di ospiti di Titolo V. La decisione di sospendere la partecipazione “è stata presa ieri sera dalla Rai poiché da ore era in corso un dibattito particolarmente acceso su un argomento molto delicato che coinvolgeva i malati oncologici”, scrive viale Mazzini. “Aldilà delle singole opinioni, la Rai, come servizio pubblico, pur nella consapevolezza della difficoltà di prendere una decisione – continua la nota della Rai – che sarebbe stata comunque controversa, ha preferito adottare una linea di massima prudenza e tutela ed evitare di alimentare le molte polemiche che si stavano sviluppando su un tema così complesso”.

Pur rimarcando il “più profondo disgusto” per le parole nei confronti di Santelli, anche Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, rispettivamente segretario e presidente della Fnsi, e Vittorio di Trapani, segretario dell’Usigrai, spiegano di considerare la cancellazione “un errore, nei modi, nei tempi e nel merito”. In una nota congiunta i rappresentanti di Fnsi e Usigrai continuano: “Abbiamo sempre sostenuto, e non abbiamo cambiato idea, che il problema non è chi intervisti ma come, ovvero le domande che vengono poste o non poste. A meno che da oggi la Rai non comunichi i criteri di esclusione, chiaramente fin qui non utilizzati”. Quindi concludono: “Noi proponiamo, per cominciare, di non invitare chiunque abbia avuto comportamenti o parole contrarie al Contratto di Servizio, e quindi alla Costituzione”.

Per il capo politico del M5s, Vito Crimi, la vicenda “è stata benzina sul fuoco” e lo stop a Morra “una scelta infelice”. “Posso dire che a monte, se avessi saputo che ieri sera Nicola era ospite di una trasmissione televisiva, visto che la bufera intorno a lui era ancora in pieno svolgimento, gli avrei consigliato di non andare e di aspettare che le polemiche si placassero”, ha spiegato. “Non come forma di autocensura ma perché ci sarebbe stato il rischio che ancora una volta ci si concentrasse sulle sue esternazioni anziché sui veri problemi di quella regione”, aggiunge. Quindi l’attacco al centrodestra che “non può dare lezioni a nessuno, il caso Tallini è di una gravità inaudita”. Sul caso delle frasi del presidente dell’Antimafia e sulla bufera politica che ne è derivata, Crimi aggiunge: “Ritengo sia necessario un abbassamento dei toni, netto e complessivo. Alla Calabria nelle prossime ore dobbiamo andare un commissario alla Sanità all’altezza e la costa ionica calabrese è in ginocchio a causa del maltempo”.

Un “chiarimento” viene chiesto anche dai componenti del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai: “Bloccare la partecipazione è stato un atto forte, benché ancora ferventi le polemiche relative alle sue dichiarazioni, un comportamento che ci saremmo aspettati in passato per casi ancor più gravi sui quali avevamo chiesto alla Rai una presa di posizione”. I pentastellati si dicono “sicuri” a Morra “sarà garantita la possibilità, al più presto, di avere uno spazio e che possa essere messo nelle condizioni di spiegare la sua versione dei fatti.
Naturalmente capiamo bene l’interesse di tutto il centrodestra di tentare di spostare l’attenzione da un’altra parte rispetto all’arresto del loro esponente Tallini, ma Nicola Morra, che ha sicuramente usato un’espressione infelice, da cui il Movimento ha subito preso le distanze, ha chiesto scusa”.

Ma sull’esclusione è tutto il M5s torna al fianco del senatore: “La Rai, in quanto emittente pubblica, deve rimanere imparziale e permettere a tutti di esprimere le proprie posizioni. In questi anni sugli schermi della televisione pubblica sono transitati assassini, mafiosi, parlamentari impresentabili e politici condannati. Tutto ciò nel solco del principio secondo il quale va offerta agli italiani un’informazione più completa possibile”, attacca il capogruppo al Senato Ettore Licheri. “Trovo quindi stupefacente che il maglio dell’oscurantismo televisivo sia caduto proprio sulla figura del presidente dell’Antimafia”. Licheri dice di temere che “la censura sia scattata sul resto delle riflessioni del presidente Morra, liste di impresentabili prodotte dalla Commissione Antimafia che vengono ignorate e vecchi partiti che continuano, nonostante le segnalazioni, a candidare persone che poi finiscono agli arresti come Tallini”.

Per il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, il precedente creato dai vertici Rai è “gravissimo” e si tratta del “punto più basso toccato negli ultimi anni” perché viale Mazzini “dovrebbe fare giornalismo e informazione, non politica”, scrive su Facebook l’esponente renziano. “Invece di informare, di mettere giornalisticamente – prosegue Anzaldi – alle strette Morra, il servizio pubblico ha abdicato al suo ruolo e ha preferito censurarlo, con una decisione peraltro arrivata solo dopo le esplicite richieste del centrodestra di annullare l’intervista. Una decisione politica, non giornalistica”. “Questa è l’autonomia giornalistica dei conduttori e delle reti del servizio pubblico? Da chi è arrivato l’ordine di censurare Morra, da Salini, da Foa o da entrambi? – si chiede Anzaldi – In ogni caso la responsabilità ricade sull’amministratore delegato. La commissione di Vigilanza deve urgentemente occuparsi del caso”.

In difesa di Morra anche Paola Taverna, Barbara Lezzi e Marco Pellegrini, anche lui componente della commissione Antimafia. La vicepresidente del Senato dice di “non condividere” le parole di Morra “ma ancor meno condivido la decisione della Rai di censurare la sua partecipazione ad un programma” televisivo. “Chiunque prenda le distanze da te prende le distanze da un duro lavoro e non parla a nome del M5S. Non sei né solo né isolato. L’arroganza con cui è stato posto il veto sulla tua partecipazione a Titolo V è aberrante e chi lo ha preteso dovrebbe avere il coraggio di manifestarsi”, scrive su Facebook la senatrice ed ex ministra. Mentre Pellegrini sottolinea che “Morra ha chiesto scusa per le parole sulla Santelli, chi candida i Tallini di turno, chi candida cialtroni che trafficano voti della mafia non si è ancora scusato, non ha ancora chiesto perdono al popolo italiano per aver portato nelle regioni e in Parlamento gente infima e pericolosa”.

Tutto il centrodestra continua invece a chiedere l’allontanamento del senatore calabrese dalla commissione Antimafia. Per Matteo Salvini, “uno che se la prende coi malati di tumore, con una donna di valore purtroppo scomparsa, con i calabresi e con milioni di italiani non dà fastidio alla mafia, è semplicemente un cretino”. Intanto i componenti leghisti della commissione Antimafia hanno annunciato che non parteciperanno ai prossimi lavori né ai comitati: “Le dichiarazioni su Jole Santelli – scrivono gli esponenti leghisti ai presidenti di Camera e Senato – hanno mancato di rispetto non solo all’ex presidente, ma con lei a tutti i malati di cancro, ledendo l’intelligenza, oltre che la dignità, dei calabresi”. Morra, continuano, “ha esasperato la triste vicenda dividendo, in maniera del tutto inaccettabile, gli italiani in due categorie: chi la pensa come lui, e quindi sarebbe inevitabilmente contro la mafia e quanti, avendo un’idea diversa, sarebbero pertanto a favore della mafia”. Il contesto, concludono, “si aggrava in considerazione del ruolo rivestito dal senatore Morra, quasi come se millantasse e paventasse informazioni riservate, e in di lui possesso, capaci di indurlo a dichiarazioni così offensive e inaccettabili”.

Stessa decisione dei componenti di Fratelli d’Italia “per protestare contro le mancate dimissioni del presidente Morra”. Anche per la deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, “ad un certo punto bisognerebbe avere il buon gusto di tacere ed andare a casa. Sbagliare è umano perseverare è diabolico”. “Vedo che Morra è ancora presidente della commissione Antimafia – attacca invece il senatore forzista Maurizio Gasparri – Non può più svolgere quella funzione. Non ne ha la dignità, travolto dalle sue deliranti affermazioni. Peraltro non le prime sconcertanti. Lo hanno sconfessato tutti”.

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