Tra il Movimento e Rousseau può e deve essere definito un accordo“. Dopo le tensioni interne al M5s e la decisione di non partecipare agli Stati generali, il presidente dell’associazione Rousseau Davide Casaleggio ha rilasciato un’intervista al Corriere della sera. E ha aperto alla possibilità di ridiscutere i rapporti tra la piattaforma e il Movimento. Un accordo, “tra l’altro previsto dallo Statuto”, ha rivendicato Casaleggio, “che definisca al meglio quello che già avviene nella realtà, ossia che il Movimento ha la gestione politica decidendo, per esempio, le votazioni, i quesiti, le regole di candidature o tutti gli aspetti di indirizzo politico, mentre Rousseau si occupa di promuovere i metodi e gli strumenti di partecipazione a supporto di quell’indirizzo. Questo accordo deve essere una partnership basata su valori, principi e progetti condivisi che ci si impegna reciprocamente a rispettare”. Proprio in occasione degli Stati generali, Luigi Di Maio, nel suo intervento in plenaria, aveva aperto al dialogo dicendo che “troveremo una nuova sinergia con Rousseau. Continueremo a lavorare con Davide”. Un segnale che oggi Casaleggio sembra aver colto.

Il figlio del cofondatore M5s ha anche lanciato “un piano di autofinanziamento 2020/2021” di Rousseau: proprio il finanziamento dell’associazione è tra i punti più contestati dai parlamentari M5s e alcuni di loro hanno interrotto i versamenti periodici. Tanto da rendere necessaria, hanno spiegato dall’associazione, una campagna per far fronte ai “gravi e mancati introiti previsti“. Tra i primi, non a caso, ad aver annunciato che faranno una donazione: l’ex deputato Alessandro Di Battista e la senatrice Barbara Lezzi. “Farò una donazione”, ha scritto l’ex deputato sotto il post Facebook. E, poco dopo, si è associata anche l’ex ministra Lezzi: “La mia donazione ci sarà ma non mancherà, sino alla fine della legislatura, neanche l’impegno che ho assunto quando mi sono candidata”. Ma non tutti condividono l’iniziativa: “E’ poco sobrio in questo momento”, ha scritto il deputato Luigi Gallo sul blog de ilfattoquotidiano.it. “Ma Casaleggio ha un mandato a vita?”.

Perché i finanziamenti – Il piano di autofinanziamento di Rousseau sarà lanciato lunedì 23 novembre: “La situazione estremamente difficile”, si legge nell’annuncio dell’assocazione, “è ormai risaputa e sentiamo la profonda responsabilità di non privare gli iscritti dei servizi base che rischierebbero, in assenza di tale necessaria azione, di non poter essere più sostenuti. Abbiamo sentito in questi mesi il profondo supporto e la fiducia di tanti di voi e abbiamo deciso di ascoltare il vostro suggerimento: lavorare insieme a soluzioni che possano supportare il progetto per i tanti attivisti che vogliono continuare a essere protagonisti di uno spazio decisionale e di partecipazione unico al mondo che ha voluto Gianroberto e che noi porteremo avanti sempre e con tutta la forza che sarà necessaria”. Per il prossimo anno l’obiettivo di Rousseau sarà lavorare coinvolgendo il più possibile i territori: “Le parole d’ordine del 2021 saranno territorio e merito. Creare spazi digitali territoriali e tematici integrabili con spazi fisici per organizzarsi e lavorare al meglio, premiare l’impegno e la creazione di valore per la comunità, avere strumenti dedicati per promuovere la partecipazione dal basso, la democrazia partecipata e la cittadinanza attiva, decentralizzare il processo decisionale dando potere e maggiore autonomia ai territori: questo quello che viene richiesto ed è quello a cui lavoreremo insieme a tanti attivisti in tutta Italia a partire dal prossimo dicembre”.

Casaleggio sui principi M5s – Casaleggio, nella lunga intervista al Corriere, ha anche ribadito il fatto che secondo lui non è necessaria una nuova segretaria: “Esiste già un organo collegiale”, ha dichiarato, “il Team del Futuro, sarebbe sufficiente analizzare le esigenze emerse e integrare questo organo con le funzioni che si rendono necessarie e facendo in modo che non vada mai a sostituire il principale organo collegiale: l’assemblea iscritti”. Mentre sulla regola del tetto dei due mandati ha osservato: “È necessario lavorare al trasferimento di competenze mettendo al centro la formazione per ‘passare il testimone’. Chiederemo a tutti gli eletti che stanno concludendo il secondo mandato di diventare ‘docenti’ e formare chi un giorno andrà al loro posto”. Per uscire dalla crisi il M5s deve rimettere al centro “i temi e le battaglie condivise. Se tutto il dibattito verte solo su struttura, stipendi e poltrone ci si annichilisce. L’ambiente e l’innovazione sono due potenti motori del cambiamento”. Sul governo infine, ha risposto che, insieme con Di Battista, è “infondato” che voglia minare la maggioranza; mentre sulle aperture a Fi per la collaborazione col governo, ha detto: per ora “mi sembra una questione consultiva. Se dovesse esserci un cambio di maggioranza necessario credo si dovrà chiedere agli iscritti”.

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