“Abbiamo deciso di pubblicare il video delle terapie di Noemi perché sta per avvicinarsi il processo d’appello contro chi l’ha ridotta così e vogliamo che venga ribadita giustizia, che venga compreso fino in fondo il calvario che mia figlia e noi genitori stiamo attraversando. Nemmeno 100 anni di galera secondo noi sarebbero sufficienti, ma almeno vorremmo che non ci fossero sconti di pena”. Fabio Staiano è il papà di Noemi, che ora ha cinque anni e mezzo. Noemi è la bambina che il 3 maggio 2019 rimase gravemente ferita da un proiettile vagante in piazza Nazionale a Napoli. Uno dei 17 colpi calibro nove esplosi in un agguato di camorra, sparati ad altezza d’uomo in pieno giorno, tra la gente, vicino a un bar. Il proiettile le trapassò la colonna vertebrale e i polmoni. Da allora la piccola, salvata in extremis dalla bravura dei chirurghi dell’ospedale Santobono, vive stretta in un corsetto ed è sottoposta a costanti terapie riabilitative per recuperare la piena deambulazione. Nel video diffuso sulla pagina Facebook della mamma, la signora Tina Esposito, si vede Noemi spaurita ma sorridente, seguita da un sanitario e confortata dal papà che la tiene per mano mentre avanza lentamente. “Brava, piano piano… un passettino alla volta… brava amore mio…”.

Noemi è viva e lotta con tutte le sue forze per stare meglio “ma non è guarita – ricorda il padre – la sottoponiamo a cure e visite ogni due o tre settimane, abbiamo un pochino rallentato con la pandemia, ma facciamo di tutto per farla seguire con la massima attenzione dai medici. Come sta? Le esplosero due vertebre, porta un corsetto h24. Tra il ferimento e l’epidemia ha perso quasi tutta l’infanzia, non ha quasi mai fatto scuola, piange da sola perché con quel busto si sente diversa dalle altre bambine e ci chiede il perché deve portarlo. Certe volte non so cosa risponderle”. Fino a quando durerà? “Per programmare un intervento chirurgico risolutivo, bisognerà aspettare che le sue ossa crescano abbastanza, che compia 13-15 anni…”. Si prospettano anni di cure, tra pazienza e fiducia. Per starle vicino il più possibile, il signor Staiano ha dato in gestione la sua attività alimentare.

I due accusati del ferimento di Noemi, i fratelli Armando ed Antonio Del Core, sono stati condannati in primo grado a 18 e 14 anni al termine di un processo svolto con il rito abbreviato e le conseguenti riduzioni di pena previste dal codice per i riti alternativi. La Procura di Napoli aveva chiesto il massimo della pena, 20 anni. Gli imputati hanno provato a sostenere la loro innocenza e ci riproveranno in appello. “E’ stata una buona sentenza – sostiene il signor Staiano – ci auguriamo che regga nei successivi gradi di giudizio. A caldo dicemmo che dopo quel che era successo avremmo voluto lasciare Napoli. Poi abbiamo cambiato idea: le persone per bene come noi devono rimanere. Sono quelli come loro, quelli che hanno sparato per strada incuranti di una bambina, che devono andare via da qui”.

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