L’europeista Maia Sandu ha sconfitto al ballottaggio il presidente filorusso della Moldova, Igor Dodon, ed è stata eletta presidente – prima donna a ricoprire questa carica – col 57,75% dei voti contro il 42,25% dell’avversario. Dodon ha riconosciuto la sconfitta, ma ha allo stesso tempo ha denunciato presunte “violazioni” che dovranno, a suo dire, essere vagliate dagli organi competenti. Nonostante questo Vladimir Putin ha inviato in tempo record un telegramma di congratulazioni all’ex premier Sandu e ha scritto di “auspicare che il suo lavoro come capo di Stato contribuirà allo sviluppo costruttivo delle relazioni fra i nostri Paese. Questo – ha aggiunto – andrà incontro agli interessi cruciali dei russi e dei moldavi”.

La velocità delle congratulazioni di Putin alla filo europea Sandu sono un altro segno della svolta politica di Mosca, dove a prevalere sull’ideologia sono pragmatismo e difesa degli interessi nazionali. Notoriamente, Putin non si è ancora congratulato con Joe Biden per la sua vittoria alle elezioni presidenziali americane. Anche il risultato di Sandu, come quello di Biden, non è ancora stato annunciato formalmente (lo sarà solo fra cinque giorni).

Dodon denuncia brogli – “I risultati preliminari mostrano che la mia rivale ha vinto queste elezioni”, ha affermato Dodon, ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Ria Novosti. “Mi congratulo con lei per questa vittoria preliminare, ma a questo processo elettorale sarà messo un punto solo quando saranno controllate tutte le denunce di violazioni“, ha affermato il politico vicino al Cremlino sostenendo che vi sia stata “una campagna a favore di Maia Sandu da parte dei leader dei paesi occidentali”.

Dodon ha quindi affermato che il suo team elettorale “ha riscontrato una quantità di violazioni senza precedenti durante le elezioni”. “Prometto ai miei sostenitori che non cederò”, ha dichiarato Dodon. “Abbiamo l’obbligo di proteggere gli interessi dei nostri cittadini e utilizzare tutti i metodi legittimi per contestare i risutati delle elezioni: un appello alla Commissione elettorale centrale, ai tribunali, alla Corte d’appello e alla Corte costituzionale“. Il filorusso Dodon ha però chiesto ai suoi sostenitori di non scendere in strada per protestare. “Chiedo la tranquillità, non abbiamo bisogno di destabilizzazione, ma dobbiamo comunque passare attraverso la legittima fase di contestazione dei risultati delle elezioni”, ha affermato.

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