Just Eat va per la sua strada. Dopo aver annunciato di voler estendere all’Italia un modello che prevede l’assunzione dei rider, il colosso del cibo a domicilio si sfila da Assodelivery, l’associazione delle piattaforme che comprende anche Deliveroo, Glovo e Uber Eats. Associazione con la quale poche settimane fa l’azienda nata in Danimarca ha firmato il contratto collettivo nazionale dei rider, definito una truffa dai sindacati confederali e bocciato dal Ministero del lavoro. “L’iter ormai era avviato e la scadenza del 3 novembre ci imponeva di trovare un modello da proporre ai lavoratori”, spiega al fattoquotidiano.it Daniele Contini, country manager di Just Eat in Italia. Uno dei punti centrali della discussione sul nuovo contratto è il superamento del cottimo. E Contini, pur avendolo firmato, ammette la continuità con il passato: “Il nuovo accordo introduce dei notevoli vantaggi, anche se di fatto rimane il meccanismo del pagamento a prestazione. Noi ora vogliamo portare avanti una visione del lavoro che ci auspichiamo possa essere apprezzata anche dalle parti sociali”.

Un messaggio rivolto a lavoratori e sindacati, che hanno accolto positivamente l’annuncio: “La decisione di Just Eat apre a una nuova stagione nel mondo dei ciclofattorini – dice Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl – ora si tratta di compiere il passo decisivo, applicando ed estendendo il contratto nazionale della logistica“. Su questo per ora Contini non si sbilancia: “Non siamo sicuri che il contratto della logistica sia quello giusto per noi, ci sono punti in comune ma anche diverse differenze con il food delivery. Sicuramente per la definizione del salario guarderemo alle tabelle di riferimento dei contratti nazionali più affini”. Rimane però la svolta della subordinazione e di una paga oraria fissa: “I rider saranno retribuiti per il tempo effettivamente lavorato, a prescindere dalle consegne effettuate”.

La scelta di Just Eat è figlia della fusione con la concorrente olandese Takeaway, avvenuta pochi mesi fa, che ha portato i vertici aziendali a ripensare l’organizzazione del lavoro. Da qui la decisione di estendere all’Italia il modello Scoober, già utilizzato dal gruppo in altri paesi del nord Europa, che prevede appunto la possibilità di assunzione e una retribuzione fissa. Just Eat, che almeno fino alla fine del 2020 continuerà ad utilizzare il nuovo contratto collettivo entrato in vigore il 3 novembre, mercoledì 11 sarà presente a Roma al tavolo convocato dal Ministero. Esporrà il suo nuovo modello senza entrare nei dettagli, in maniera indipendente rispetto ad Assodelivery, che ora si trova a dover fare i conti con un’azienda leader nel settore che alza la posta sulle tutele: “Le piattaforme in Assodelivery offrono lavoro autonomo perché questo è quello che i rider ci dicono di apprezzare, ovvero prima di tutto la flessibilità”, sostiene Matteo Sarzana, presidente dell’associazione e general manager di Deliveroo Italia. “Rimaniamo aperti al dialogo con tutte le organizzazioni sindacali tenendo conto dell’evoluzione concreta del settore e dei modelli che potranno emergere”.

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