“Acquistate i prodotti agroalimentari italiani”. In vista delle nuove misure restrittive all’esame del governo e delle Regioni per fermare la diffusione dei contagi da Covid-19, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, lancia un appello ai consumatori, condiviso da Coldiretti che nel week end appena trascorso ha monitorato come gli italiani si stiano preparando a una nuova chiusura. Nei giorni scorsi un simile appello è stato lanciato dalla federazione dei produttori agricoli francesi, la Fnsea, che si è rivolta ai cittadini d’Oltralpe per supportare il settore agroalimentare nazionale in questo periodo di lockdown. “Chiediamo anche noi un patriottismo alimentare per sostenere la filiera italiana, puntando sulla qualità. Da parte nostra, continueremo a lavorare per garantire i rifornimenti. Le imprese agricole non si fermano”, ha spiegato Giansanti.

I SETTORI PIÙ A RISCHIO – La stretta sull’attività del canale HoReCa (Hotellerie-Restaurant-Café) sia in Italia che in Europa inciderà anche sul giro d’affari dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione. In Italia, i consumi alimentari extradomestici ammontano a circa 80 miliardi di euro l’anno e nuove restrizioni sono già state decise in Francia, Germania e Regno Unito, i principali mercati di sbocco per il Made in Italy agroalimentare. “Durante la prima ondata della pandemia – ricorda il presidente di Confagricoltura – alcuni settori hanno sofferto più di altri per la chiusura di bar e ristoranti non compensata dall’aumento dei consumi domestici. È il caso di vini, salumi, carni bovine e ortofrutta di quarta gamma (quella lavata, confezionata e pronta al consumo, ndr)”. Quest’ultima, secondo i dati Nielsen aggiornati al 4 ottobre scorso, ha perso l’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, comunque in ripresa rispetto al mese di agosto, quando si registrava un -5,5%. Tanto che l’articolo 58 bis introdotto con le modifiche al decreto Agosto prevede la creazione di un fondo di 20 milioni di euro per la promozione di questo settore dell’ortofrutta da utilizzare nel 2020.

L’APPELLO DI CONFAGRICOLTURA – L’appello a privilegiare l’acquisto di prodotti italiani è rivolto anche ai centri di acquisto per la ristorazione collettiva (ad esempio ospedali e caserme). “Alla grande distribuzione chiediamo di organizzare l’esposizione dei prodotti alimentari in modo da rendere più visibile il Made in Italy e agevolare così le scelte dei consumatori. Abbiamo di fronte mesi particolarmente difficili”, continua Giansanti, secondo cui “il sostegno pubblico adeguato in termini di risorse finanziarie e rapido nell’erogazione risulta fondamentale, ma alcuni comportamenti degli attori economici possono contribuire ad attenuare le conseguenze della crisi e ad allentare le tensioni”.

LE FILE PER FARE LA SPESA – E quanto sia importante il ruolo della grande distribuzione organizzata lo dimostrano le file iniziate nei giorni scorsi davanti a supermercati, negozi e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, ha rilevato la Coldiretti, dove si stima un aumento della clientela in media del 20% per fare scorte di prodotti alimentari lungo la Penisola, rispetto alla settimana precedente. Ad essere maggiormente richiesti, ancora una volta, sono prodotti di base della dieta alimentare come frutta e verdura, ma anche pasta, riso, uova, farina, zucchero, salumi, formaggi e vino da mettere in dispensa per fare scorte, anche se alcuni di questi prodotti – come già sottolineato – subiscono poi l’effetto negativo della stretta del canale HoReCa. Anche Coldiretti, infatti, invita i consumatori “a privilegiare sugli scaffali prodotti Made in Italy, duramente colpiti dalla chiusura anticipata alle 18 della ristorazione che ha un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 1 miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento”.

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