La festa di Halloween affonda le sue origini probabilmente nel passato remoto dell’Irlanda e delle tradizioni di popoli antichi come i Celti che festeggiavano il momento di passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. I fenomeni migratori hanno portato la festa negli Stati Uniti dove ha assunto la forma che conosciamo, perdendo il suo significato originario e affermandosi di più come evento consumistico. Con modalità simili è diventata popolare anche in Italia negli ultimi anni.

Anche se le origini non ci appartengono e molti la contestano per questo, i bambini sembrano apprezzarla molto, sia per il divertimento, sia perché è un’occasione per prendersi gioco delle proprie paure, di stare per un giorno dall’altra parte e osservare gli oggetti della paura da un altro punto di vista. Un’occasione di riscatto dunque, alle loro più profonde insicurezze. Anche se il Covid ha reso le cose più difficili, con un po’ di fantasia si troverà un modo per festeggiare anche quest’anno.

Le paure dei bambini sono potenzialmente infinite, molto legate alle storie individuali, ma ne esistono alcune, considerate specifiche dell’età evolutiva, che rappresentano una tappa naturale dello sviluppo, non dipendenti da traumi o da un’educazione sbagliata.

La paura del buio, con i mostri che l’accompagnano, è tra queste. Al buio tutto appare diverso, il bambino ha paura che ci siano mostri in agguato negli armadi o sotto il letto, ha paura dei fantasmi, delle streghe, degli zombie, del lupo cattivo o dell’uomo nero… il buio rappresenta per lui l’assenza di punti di riferimento e la paura dell’ignoto, di ciò che è sconosciuto, interno o esterno a sé.

Il mondo interno del bambino è fatto di preoccupazioni e insicurezze, di sentimenti di fragilità che vengono proiettati all’esterno e prendono la forma di figure fantastiche in movimento, perché per i bambini tutto è animato.

Spettri e mostri rappresentano a volte anche i cattivi sentimenti: quando provano rabbia o collera, i bambini mascherano queste emozioni sotto altre forme di pericolo, prendendo in prestito oggetti della quotidianità e facendo convergere su di essi le loro emozioni confuse. Le paure del buio e dei mostri nella maggior parte dei casi spariscono naturalmente quando, crescendo, il bambino comincia a riconoscere e a gestire meglio le proprie emozioni.

Ad Halloween egli personifica e interpreta i personaggi spaventanti e nel farlo li ridicolizza e li relativizza avendo un ruolo attivo nel processo. Chi ha paura del buio e si traveste da creatura della notte, zombie o vampiro che sia, trasforma l’oscurità in opportunità di gioco e la paura in eccitazione e divertimento.

Gli intrattenimenti spaventosi, ma condivisi con gli amici e in famiglia, ridimensionano le proprie paure, le rendono più affrontabili e questa percezione può permanere anche oltre la giornata di festa.

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