di Michele Ambrosini

Diversi mesi fa, a un paio di settimane dalla fine del confinamento, ricordo che parlando con un’amica ci eravamo detti: “O ci hanno mentito per due mesi, chiudendoci in casa senza motivo, o il prossimo autunno ci ritroveremo nella stessa situazione”. I dehors dei bar, così come i marciapiedi circostanti, erano incredibilmente affollati.

Il Covid sembra essere di colpo svanito, come un brutto sogno. La reazione della gente, chiusa in casa per due mesi, era tutto sommato comprensibile, soprattutto considerando che tutto ciò era legalmente consentito. Poco a poco, ha iniziato a diffondersi un senso di rilassatezza, come se il problema fosse stato risolto. Anche il ritorno alla realtà, in fondo, è stato morbido: prima è stato imposto l’obbligo di mascherina in alcune strade, poi in alcune aree, poi in tutti gli spazi chiusi e così via.

Mercoledì sera invece, il presidente Macron, dopo aver passato i primi cinque minuti del proprio discorso per spiegare alla nazione quanto fosse stata gestita bene la situazione, ha annunciato un nuovo lockdown di un mese, alzando bandiera bianca di fronte a una nuova ondata di contagi che il suo governo è stato totalmente incapace di contenere.

Resta una domanda: la gente forse si è illusa che il virus fosse scomparso, ma altrettanto è stato fatto dal governo? Mesi fa, nel messaggio alla nazione, Macron aveva annunciato che “si sarebbe fatto tesoro di questa esperienza” e che il governo avrebbe messo in campo importanti risorse per tracciare e isolare i casi positivi. Nonostante le promesse, il numero dei posti in terapia intensiva non è stato aumentato e la app Tousanticovid (la versione francese di Immuni) è inefficace a livelli tragicomici.

Il numero di tamponi eseguiti è aumentato, ma non il numero di persone incaricate di effettuarli e analizzare i risultati, con molti casi sospetti costretti a ore in fila e ad aspettare fino a dieci giorni i risultati. Nel frattempo, l’obbligo di quarantena è sceso da due settimane a una.

Guardando al lato positivo, le scorte di carta igienica nel supermercato restano abbondanti: speriamo che almeno loro siano pronti a fronteggiare la crisi.

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