La Puglia è la prima regione a chiudere di nuovo tutte le scuole dal 30 ottobre: non solo le superiori, che in Italia operano al 75% già con didattica a distanza, ma anche primarie e medie, che nel resto del Paese sono ancora aperte in presenza. Il nuovo picco di 772 contagi registrato nelle ultime 24 ore ha convinto il presidente Michele Emiliano a tornare alla didattica a distanza in tutta la regione. Lo ha comunicato lui stesso parlando a SkyTg24, nel corso della trasmissione I numeri della pandemia: “Abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, quella di sospendere la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado – ha detto – Nelle scuole primarie abbiamo numeri pesantissimi, restano escluse dal provvedimento le scuole per l’infanzia, dove la frequenza non è obbligatoria. Abbiamo verificato che l’aumento dei contagi è coinciso con la riapertura delle scuole”.

Un’affermazione, questa, che il governatore motiva con i numeri: secondo i dati forniti dalla Regione Puglia, “sono almeno 286 le scuole pugliesi toccate da casi Covid. Tutto questo in un solo mese di apertura perché in Puglia la scuola è iniziata il 24 settembre, ben 17 giorni dopo altre regioni. I dati ci dicono che sono almeno 417 gli studenti risultati positivi e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico“. La decisione di chiudere la didattica in presenza “tiene conto anche dell’appello dei pediatri pugliesi”, che oggi avevano sollecitato uno stop di due settimane.

La costante crescita del numero dei contagi, collegati in parte alla riapertura delle scuole, è la motivazione dietro alla scelta del governatore pugliese: “Oggi in Puglia abbiamo toccato il picco massimo storico con quasi 800 nuovi contagiati che ci hanno portato alla decisione dolorosa di obbligo della didattica a distanza in tutte le scuole – ha aggiunto – L’inizio dell’incremento nella regione coincide con la riapertura delle scuole ed è bene che il governo se ne renda conto”. Ha poi specificato che “le attività in presenza saranno possibili solo per i laboratori e per le esigenze di frequenza degli alunni con bisogni educativi speciali“.

Preoccupazione hanno generato le previsioni fatte dagli esperti che, se confermate, parlano di un mese di novembre che potrebbe mettere a dura prova il sistema sanitario pugliese: “Ci stiamo preparando a una seconda ondata formidabile – ha anticipato – Per fine novembre prevediamo 2.500 contagi al giorno. Sto ponendo delle previsioni statistiche preoccupanti per la Puglia e per tutto il Paese”.

Il governatore ha poi spiegato che “i numeri di questa seconda ondata sono molto superiori a quelli di marzo e aprile, quindi ci stiamo predisponendo per andare ben oltre il piano di potenziamento delle terapie intensive autorizzato, con grande parsimonia, dal governo. Tutti gli ospedali pugliesi parteciperanno a questa lotta”. Tra i problemi da risolvere in tutta la regione, ha aggiunto Emiliano, c’è quello relativo alla mancanza di Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca): “Le Usca in Puglia non sono tante, i medici non hanno partecipato ai bandi“. Una situazione che porta il presidente a non escludere la possibilità di una “proscrizione obbligatoria dei medici” per formare le Unità speciali di assistenza a domicilio dei pazienti Covid. “Sino ad oggi – ha aggiunto – non è stato possibile trovare un accordo soddisfacente, mi auguro di chiuderlo nei prossimi giorni”.

Oggi la regione ha contato 772 casi positivi in 24 ore su 6.437 test per il Covid-19, facendo così registrare un nuovo aumento (ieri erano 611 casi), con anche 13 nuovi decessi. Quasi la metà dei nuovi positivi sono in provincia di Bari (359), 117 in provincia di Foggia, 127 in provincia di Taranto, 86 nella provincia Barletta-Andria-Trani, 39 in provincia di Lecce e Brindisi, mentre quattro i residenti fuori regione positivi e uno in provincia non nota. Dall’inizio dell’emergenza, il totale dei casi positivi Covid in Puglia è 16.353 e i casi attualmente positivi sono 9.437.

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