Tre delegati degli infermieri Uil hanno dato appuntamento alla stampa oggi davanti al pronto soccorso dell’ospedale policlinico San Martino di Genova per chiedere un aumento dell’organico. “Con i contagi che crescono a questo ritmo presto non riusciremo a garantire l’assistenza adeguata ai pazienti – denuncia il delegato Uil del San Martino Matteo Cascone – serve intervenire immediatamente”. Nei giorni scorsi era stato lo stesso Ordine delle Professioni Infermieristiche della Liguria a fare un appello a Toti per implementare un lockdown regionale, perché già adesso la situazione di ingolfamento dei pronto soccorso di Genova sta mettendo in seria difficoltà la capacità di presa in carico del sistema ospedaliero regionale.

Nel corso della protesta i delegati del personale infermieristico ha divulgato una lettera rivolta al presidente della regione Liguria Giovanni Toti, che ha voluto accentrare su di sé anche deleghe di peso come quella al Bilancio e alla Sanità, in cui gli chiedono di assumere nuovo personale sanitario e di intervenire sul funzionamento dell’agenzia regionale per la sanità, Alisa. “Lei ha un pieno mandato per decidere, senza perdere un minuto in inutili spot, quello che bisogna fare e che bisognava aver già fatto – si legge nella lettera aperta – La prima cosa da fare, e che bisognava aver già fatto, era assumere personale sanitario: medici, infermieri, oss, tecnici, amministrativi da utilizzare in prima linea nella guerra al Covid. La seconda cosa da fare, e che bisognava aver già fatto, è rimuovere gli incompetenti in un’organizzazione del sistema sanitario sbagliato fondato su un uomo solo al comando. Alisa non si doveva fare, ma lei ha il dovere oggi di farla funzionare”. Nel pomeriggio intanto è arrivata la conferma della direzione del San Martino che si dichiara in procinto di assumere oltre 500 infermieri a chiamata diretta e oltre 40 operatori sanitari interinali nell’immediato futuro.
Intanto Giovanni Toti teme che al bando del San Martino per i 500 infermieri possa seguire un emergenza sul fronte delle residenze sanitarie assistenziali private: “È vero che ci sono dei ritardi nella rete ospedaliera e carenze di personale – ha detto Toti – Ma purtroppo non sarà un ritardo che colmeremo né nei prossimi giorni né nei prossimi mesi e forse neanche nei prossimi anni. La Liguria ha bandi aperti su tutte le specialità mediche, come ce li hanno le altre Regioni, ma molto banalmente non ce ne sono sul mercato e se li troviamo li rubiamo a strutture che hanno più bisogno di noi”.

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