Dal coprifuoco deciso dalla regione Lazio alla sperimentazione del Comune di Roma sulla chiusura (ancora parziale) delle piazze della ‘movida’. Sono scattate nella notte anche nella Capitale le misure adottate nel tentativo di contenere i contagi e la nuova ondata di Covid-19. Se il coprifuoco è scattato allo scoccare della mezzanotte, un’ora dopo rispetto a quello deciso in Campania, già dalle 21 alcune piazze e strade note per la ‘movida’ capitolina sono state transennate per evitare assembramenti. Eppure, almeno per il momento, restano ancora poche quelle chiuse, come la centralissima Madonna dei Monti, la scalinata di Piazza Trilussa a Trastevere o l’area pedonale del Pigneto. Tante altre aree solitamente affollate, al contrario, sono rimaste accessibili, come l’area di San Lorenzo, ma non solo. E non è mancato qualche momento di tensione, durante le operazioni di controllo degli agenti della polizia locale, con alcune multe comminate per il mancato uso delle mascherine.
Problemi a Roma ci sono stati anche nel reclutamento dei vigili e degli agenti per gli stessi controlli, dato che nella prima notte di coprifuoco la Capitale è stata vegliata da meno di 100 agenti (su 6mila), per lo più su base volontaria, mentre diverse sigle sindacali hanno deciso di disertare in attesa dei compensi straordinari.
Fino a pochi minuti prima del coprifuoco, dal Colosseo fino a Monti, passando per il quartiere di San Lorenzo, i tavoli dei locali sono rimasti per lo più occupati. Poi, le strade si sono cominciate a svuotare, mentre restavano al lavoro addetti alle pulizie e riders: “Oggi abbiamo il calendario delle consegne aperto fino alle 3 di notte”, ha spiegato una ciclofattorina. Altro che coprifuoco.

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