Don Giovanni Usai, sacerdote fondatore della comunità Il Samaritano ad Arborea, è stato condannato dal tribunale di Oristano a 7 anni di carcere per favoreggiamento della prostituzione. Il pm Marco De Crescenzo aveva chiesto di dichiarare colpevole il prete per questa imputazione (ma per una pena a 6 anni) e di assolverlo per un’ipotesi di violenza sessuale. Secondo la Procura il sacerdote, responsabile della comunità di recupero, avrebbe dovuto vigilare sulle ragazze di origini nigeriane invece avrebbe consentito loro di esercitare la prostituzione e, sempre secondo l’accusa, avrebbe ottenuto a sua volta prestazioni dalle giovani ospiti. Ricostruzione totalmente contestata dalla difesa del prete 77enne che con i legali Franco Luigi Satta e Anna Maria Uras che hanno già annunciato appello. Un secondo imputato, Alphonsus Eze, nigeriano, è stato dichiarato prescritto.

Il primo grado si è concluso dopo 10 anni: don Usai fu arrestato nel 2010, quando era anche cappellano del carcere di Oristano. Il sacerdote ha sempre respinto tutte le accuse ricordando sempre il suo lungo impegno nel sociale, a difesa dei più deboli, nella comunità da lui fondata nel 1983. Se la gestione dei contatti con le ragazze era tenuta da due indagati, secondo gli investigatori don Usai era a conoscenza di quanto accadeva e di non aver fatto nulla per impedirlo. Don Usai ha sempre respinto queste ricostruzioni, sostenendo di essere vittima di un complotto ordito da nemici della comunità da lui fondata.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“In Italia la giustizia più lenta, in media 361 giorni per una sentenza penale di primo grado”: la relazione del consiglio d’Europa

next
Articolo Successivo

Coronavirus, indagato a Bergamo l’ex dg alla Sanità della Regione Lombardia: “Atto dovuto”

next