La gestione della crisi legata all’emergenza coronavirus ha portato a un’inchiesta in Francia Secondo Bfm.tv sono in corso perquisizioni nelle case e negli uffici rispettivi del ministro della Salute, Olivier Véran (al centro della foto) e del direttore generale della Salute, Jerome Salomon. Una procedura si “iscrive nel quadro di un fascicolo giudiziario”. Bersaglio degli accertamenti anche l’ex premier Edouard Philippe, l’ex ministra della Salute Agnès Buzyn e l’ex portavoce del governo, Sibeth Ndiaye.

Ieri il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha annunciato il coprifuoco nella regione di Parigi e in altre città dalle 21 alle 6 a partire da sabato e per quattro settimane. La Francia è costretta a blindarsi di fronte a un contagio che non rallenta con altri 22.591 nuovi casi positivi al Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il lockdown notturno riguarderà, oltre alla capitale, anche a Grenoble, Lille, Lione, Montpellier, Saint-Etienne, Aix-en-Provence, Marsiglia, Rouen e Tolosa. “Noi siamo in quella che spesso abbiamo chiamato seconda ondata – ha detto l’inquilino dell’Eliseo – e che riguarda tutta Europa”.

Il provvedimento è prorogabile fino al primo dicembre se si rivelerà necessario dopo una verifica al termine del periodo previsto di un mese: “Non abbiamo perso il controllo”, ha detto Macron sottolineando che il Paese è “in una situazione preoccupante e questo giustifica il fatto di non restare inermi né cedere al panico”. Nel suo intervento in televisione il presidente ha parlato di un virus “pericoloso e grave per tutti”: “Siamo entrati in una fase in cui bisogna reagire”, ha avvertito aggiungendo che “il virus riparte, circola di nuovo rapidamente in Europa e nel nostro Paese”. Il presidente ha poi spiegato che “una chiusura totale ci sembra sproporzionata” e che “il coprifuoco è pertinente”, sottolineando la necessità di “ridurre i contatti privati” per contenere la diffusione del coronavirus.

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