“Non ci sono più scuse, o sei a favore della legge contro l’omotransfobia o sei complice”. È questo il grido delle centinaia di persone che questo pomeriggio sono scese in piazza della Scala a Milano per chiedere l’approvazione rapida del Ddl Zan. Un provvedimento atteso da oltre venticinque anni e che dovrebbe sbarcare in aula il 20 ottobre e che dovrà affrontare i tentativi di ostruzionismo delle opposizioni: “L’appello a Salvini e alla Meloni è che ritirino le pregiudiziali di costituzionalità – spiega il deputato Dem Alessandro Zan, relatore della proposta – perché usando queste pregiudiziali vogliono affossare la legge continuando a discriminare”.

Ma gli ostacoli sembrano arrivare anche da alcuni pezzi di maggioranza come spiega la senatrice M5S Alessandra Maiorino: “È spiacevole constatare che talvolta pezzi di maggioranza hanno richiesto rassicurazioni in merito alla libertà di parola”. Un’accusa che viene respinta al mittente dalla piazza di Milano: “Vergogna, quale libertà state tutelando – attacca dal palco la vice presidente della regione Emilia-Romagna Elly Schlein – non si chiama libertà ma discriminazione”.

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