Dopo aver letto dell’inchiesta della procura di Perugia sull’esame “farsa” di Luis Suarez, non ce l’ha più fatta e ha deciso di sfogare tutto il suo dispiacere con un lungo post su Facebook. Lei è Danielle Frederique Madam, 23enne campionessa di lancio del peso. Da 16 anni vive in Italia, frequenta l’università, ha vinto cinque volte il titolo italiano, ma non può ancora avere la cittadinanza: “Ho sempre sperato di poter indossare la maglia azzurra“, ha scritto su Facebook. Uno sfogo, appunto: “Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B – ha scritto Madam – ci sono tanti giovani che come me hanno passato la più parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo stato”.

“Io dei miei 23 anni ne ho passati 16 in Italia, sto per laurearmi in Comunicazione, vinco titoli italiani e ho la prospettiva di ottenere la cittadinanza nel 2030“, racconta Madam in un’intervista a Repubblica. Dal Camerun è arrivata in Italia con lo zio, morto poco dopo: ha vissuto in una casa famiglia, dove ha scoperto la passione per il lancio del peso. “Ma ho avuto solo il domicilio, non la residenza, che ho ottenuto solo uscendo da lì, nel 2016. Servono 10 anni prima di poter fare domanda e lo Stato ha 4 anni per concederla. Arriviamo al 2030“, spiega Madam. Raccontando il suo dolore: “Quando me lo chiedono, io rispondo che non mi sento camerunense, ma italiana. E pavese“.

Il paradosso è che la 23enne può partecipare ai campionati italiani, ma non può andare in Nazionale e vestire la maglia azzurra. Le difficoltà però non riguardano solo lo sport: “Devo rinnovare il permesso di soggiorno ogni due anni impiegando ogni volta quasi un anno e mezzo – racconta a Repubblica – L’ultimo è scaduto tre settimane fa: a Natale non potrò andare a trovare mia madre in Camerun, pena l’espulsione dall’Italia”.

“Non credo che l’Italia sia razzista. Qualche battutina cretina sì, ma mi ha solo dato più forza nel lanciare il peso”, racconta ancora Madam. Che ha anche un messaggio per Suarez: “Gli direi che la cittadinanza non è un pezzo di carta, ma è qualcosa di serio che ti senti nel cuore“. Il suo post su Fb si conclude infatti così: “Nonostante tutto credo in questo paese, credo nella giustizia e spero che un giorno qualcuno dall’alto si metterà la mano sulla coscienza e penserà anche ai diritti negati ai noi, italiani di seconda generazione senza cittadinanza italiana”.

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