Marsiglia non ci sta. Centinaia di manifestanti questa mattina sono scesi in piazza nella città del sud della Francia per protestare contro le chiusure decise dal governo per contrastare i contagi da Covid-19: la chiusura di bar e ristoranti. I cittadini, tutti con addosso delle mascherine protettive, si sono dati appuntamento davanti al Tibunale del commercio, dove il consigliere comunale Bernard Marty ha tenuto le fila della manifestazione. I presenti hanno fischiato il ministro della Salute, Olivier Véran, che proprio nel pomeriggio sarà a Marsiglia dove incontrerà i medici di uno degli ospedali che lamenta un sovraccarico di pazienti in rianimazione, il “Timone”.

L’annuncio della chiusura degli esercizi come bar e ristoranti per la zona di Marsiglia e di Aix-en-Provence è arrivato due giorni fa, quando la zona è entrata “in allerta massima” per numero dei contagi. Proprio ieri i nuovi casi in Francia hanno registrato numeri record, arrivando a 16mila in 24 ore. Immediata la reazione della zona, soprattutto dei commercianti, appoggiati però dalla sindaca, l’ecologista Michèle Rubirola, che ha parlato di “affronto” alla città, sostenendo che i dati sanitari sarebbero in miglioramento. Rappresentanti politici locali di sinistra e di destra si sono uniti nella protesta, pubblicando oggi un appello con 50 firme mentre il presidente della regione Provenza-Alpi-Costa azzurra, Renaud Muselier, ha annunciato la presentazione di un ricorso contro il decreto del governo.

La stessa vicesindaca della città, mentre davanti al tribunale infiammava la protesta, ha dichiarato alla tv Bfm che “la polizia non farà multe a ristoranti e bar aperti”. “Loro – ha insistito – hanno altri compiti. Preferirei che la polizia si trovasse dove c’è bisogno, dove ci sono violenze, furti, traffico di droga, non a fare multe a commercianti che cercano di guadagnarsi la vita e far funzionare l’economia del paese”

Memoriale Coronavirus

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