Scontro vivace a “Omnibus” (La7) tra il leader di Azione, Carlo Calenda, e il giornalista di Libero, Francesco Specchia, sul futuro del partito dell’ex ministro.
Specchia, che pur si professa liberale, ironizza sullo scarso consenso dei liberali stessi nel paese, irritando palesemente Calenda: “I liberali sono dei panda? Questa cosa che i liberali si danno dei ‘pirla’ da soli è una delle ragioni per cui sono dei panda. Ricordo che la Meloni è arrivata al 4,2% nei sondaggi in 5 anni, noi di Azione a quella percentuale ci siano arrivati in 9 mesi”.

Il leader di Azione difende il proprio operato e Specchia replica: “Il suo intento è assolutamente nobile, ma nella pratica cosa vorreste fare e qual è il vostro target? Lei col 4% può fare quello che vuole ma non ha i voti della Meloni. Cosa può ottenere Calenda col clangore delle sue intelligenze? Può rompere le scatole tutti i giorni ma non ha i voti”.
Calenda insorge: “E allora ci suicidiamo? Ma che ragionamento è? Voi in tutti i giorni della vostra esistenza vi lamentate della inconsistenza della politica italiana e, quando uno prova a dare una risposta, che ovviamente richiede tempo, gambe in spalla, proposte…”.
Ci vogliono i voti, Calenda!”, ribatte Specchia.
“E vabbè, ma noi siamo panda – risponde, piccato, l’europarlamentare – Non voglio più sentire questa lamentela noiosa che dice che la politica italiana fa schifo, quando poi nessuno è in grado di rimboccarsi le maniche. E, quando uno lo fa, viene accolto dal più totale scetticismo. Si tratta di pedalare e fare politica”.

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